Questo contributo, che è palesemente di parte, consiglia al Comitato di prendere in considerazione il rapporto Medina Ortega ma si dimentica di ricordare che lo stesso rapporto è già stato accantonato dal parlamento europeo.
(link)Cita inoltre il caso Scarlet in Belgio in cui l'ISP è stato obbligato dal giudice ad applicare dei filtri per eliminare la condivisione di file protetti da diritto d'autore, ma anche qui si dimentica di citare che la stessa ordinanza è stata rimandata in quanto è stato dimostrato più volte che i filtri non solo sono risultati inefficaci ma hanno bloccato file perfettamente leciti. La sentenza definitiva deve ancora essere decisa.
Il
modello alla francese in USA NON ha dato i risultati sperati. Solo nei campus universitari ha avuto qualche risultato parziale in quanto si tratta di reti di computer molto piccole e più facilmente controllabili. Gli studenti hanno imparato che è meglio scaricano fuori dall'università, non dalla rete universitaria e comunque con metodi più sofisticati.
Mi hanno lasciato davvero perplesso queste parole:
“L’ipotesi di istituire un’autorità indipendente di settore anche nel
nostro ordinamento, o di attribuire nuovi compiti ad un’autorità indipendente già esistente, è da tenere in alta considerazione, anche al fine di non far gravare sul già oberato sistema giudiziario il contenzioso tra utenti, titolari dei diritti e fornitori di accesso in tema di tutela del diritto d’autore.”
“Sarebbero altresì auspicabili misure volte a favorire la composizione stragiudiziale delle controversie, prevedendo ad esempio riduzioni delle sanzioni in caso di rinuncia al ricorso giurisdizionale.”“[..] In questo contesto, si potrebbero valutare anche forme di incentivi agli editori affinché possano ampliare l'offerta esistente. Tali incentivi potrebbero
essere tratti dal ricavato di parte delle somme raccolte dalla lotta alla pirateria, senza ulteriori oneri per lo Stato (vedasi anche infra).”
“Fedoweb propone l’istituzione di un fondo permanente per finanziare le campagne di sensibilizzazione, che ben potrebbe finanziarsi con le sanzioni amministrative pecuniarie sopra suggerite, senza ulteriori oneri finanziari per lo Stato.”
“Ciò comporterà anche una revisione degli attuali orientamenti in merito alla privacy e comunicazioni elettroniche, ad esempio con la definizione di iniziative e strumenti volti a permettere l'individuazione di indirizzi IP dinamici (su base esclusivamente anonima lato titolari dei diritti) nelle piattaforme peer-to peer, senza che la messa a disposizione di contenuti in una piattaforma peer-to-peer venga considerata come corrispondenza privata e come tale impedisca limiti ogni forma di intervento.”[/i]
Non è assolutamente accettabile istituire un'autorità indipendente –privata-- controllata da privati, con SOLDI PUBBLICI e i cui ricavati finiscano di nuovo nelle tasche dei privati senza che i controlli passino prima dalle già esistenti autorità, che per quanto oberate di lavoro sono le uniche che hanno il diritto di effettuare controlli e imporre sanzioni, così come non è accettabile proporre di cambiare le vigenti norme sulla privacy per favorire (sempre a carico della spesa pubblica) gli interessi di aziende private.
Il Comitato dovrebbe invece prendere in considerazione l'adozione di licenze collettive come metodo per ripagare i detentori dei diritti, e rivedere la norme sul diritto d'autore abbreviandone i tempi di sfruttamento.