Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (ex DPCM di istituzione del comitato)
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guidoscorza
#1 Inviato : Tuesday, January 27, 2009 4:32:20 PM
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Nella speranza che questo forum serva effettivamente ad aprire un dialogo costruttivo in Rete sull'individuazione non solo e non tanto di una nuova soluzione antipirateria ma anche e soprattutto di una soluzione capace di promuovere e massimizzare la creazione e circolazione di prodotti culturali digitali, mi permetto di segnalare questo breve contributo (link) sulla proposta di legge c.d. SIAE (dapprima attribuitale e quindi disconosciuta) che ritengo utile alla discussione per individuare, almeno, a quali principi mi sembra auspicabile il comitato NON ispiri la propria attività ed il white paper (link) sulla politica dell'innovazione in materia di cultura digitale presentato lo scorso 15 gennaio dall'istituto che rappresento presso la Camera dei deputati. Sono convinto che grazie al contributo di tutti sarà possibile - in un intervallo di tempo superiore ai 60 giorni di cui si parla e previa acquisizione di appropriati studi sulle cause e l'entità delle conseguenze della pirateria digitale - contribuire a garantire al Paese una adeguata regolamentazione di tutti i nuovi fenomeni culturali che rappresentano un inesauribile ed irrinunciabile elemento di ricchezza collettiva.
Christian
#2 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 8:58:04 AM
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Buongiorno a tutti. Una possibile soluzione che da parecchio circola in rete è quella di "tassare" le connessioni internet a banda larga, invece di bloccarle, con una cifra mensile non esosa, tipo 5 euro, per risarcire tutti coloro che vengono colpiti dalla pirateria digitale e multimediale. In questo modo si finisce di colpevolizzare chiunque scarichi qualcosa dai peer ti peer e si indennizzano i colpiti.

Se poi voleste per davvero stare dalla parte dei consumatori, iniziereste a dire: "Per vedere un film a casa devo pagare: 1) i costi di produzione; 2) il guadagno del produttore; 3) la pubblicità per la commericializzazione; 4) imballo e trasporto; 5) la tassa di riproduzione in luogo privato; 6) i diritti l'autore; 7) le tasse di stato (IVA)." E nessuno pensa che questi costi siano la fonte della pirateria. Questi sono legittimi costi del sistema. Per me, come per molti altri, ridurre il prezzo finale del DVD ridurrebbe di molto la pirateria. E il ragionamento è semplice: chi me lo fa fare di rischiare tanto per poco prezzo? Meglio pagare e stare tranquilli. Al momento invece il ragionamento è: ma chi me lo fa fare di pagare 50 euro un gioco quando il rischio e la pena sono inferiori al costo?
Quindi o si mettono pene da mafiosi oppure clamierare i prezzi non sarebbe un malvagia idea. Certo che il settore già piange miseria, e andargli a toccare pure il portafogli sarebbe una scelta demoniaca. Quindi tutti sappiamo già che al consumatore questo forum servirà da spot pubblicitario, nell'attesa che gli si alzino pene e costi, mentre al settore dell'intrattenimento non sarà tolto nulla. Anzi con l'inasprimento delle sanzioni al consumatore, sarà dato qualcosa.

Come si è sempre fatto.

Ma agire allo stesso modo porta gli stessi risultati, ricordatelo. Quindi finchè le politiche commerciali saranno sempre e comunque a favore del settore dell'intrattenimento, la pirateria non verrà fermata.

Grazie per lo spazio che ci avete dedicato.
enzo
#3 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 10:09:56 AM
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Christian ha scritto:
Buongiorno a tutti. Una possibile soluzione che da parecchio circola in rete è quella di "tassare" le connessioni internet a banda larga, invece di bloccarle, con una cifra mensile non esosa, tipo 5 euro, per risarcire tutti coloro che vengono colpiti dalla pirateria digitale e multimediale. In questo modo si finisce di colpevolizzare chiunque scarichi qualcosa dai peer ti peer e si indennizzano i colpiti.

Se poi voleste per davvero stare dalla parte dei consumatori, iniziereste a dire: "Per vedere un film a casa devo pagare: 1) i costi di produzione; 2) il guadagno del produttore; 3) la pubblicità per la commericializzazione; 4) imballo e trasporto; 5) la tassa di riproduzione in luogo privato; 6) i diritti l'autore; 7) le tasse di stato (IVA)." E nessuno pensa che questi costi siano la fonte della pirateria. Questi sono legittimi costi del sistema. Per me, come per molti altri, ridurre il prezzo finale del DVD ridurrebbe di molto la pirateria. E il ragionamento è semplice: chi me lo fa fare di rischiare tanto per poco prezzo? Meglio pagare e stare tranquilli. Al momento invece il ragionamento è: ma chi me lo fa fare di pagare 50 euro un gioco quando il rischio e la pena sono inferiori al costo?
Quindi o si mettono pene da mafiosi oppure clamierare i prezzi non sarebbe un malvagia idea. Certo che il settore già piange miseria, e andargli a toccare pure il portafogli sarebbe una scelta demoniaca. Quindi tutti sappiamo già che al consumatore questo forum servirà da spot pubblicitario, nell'attesa che gli si alzino pene e costi, mentre al settore dell'intrattenimento non sarà tolto nulla. Anzi con l'inasprimento delle sanzioni al consumatore, sarà dato qualcosa.

Come si è sempre fatto.

Ma agire allo stesso modo porta gli stessi risultati, ricordatelo. Quindi finchè le politiche commerciali saranno sempre e comunque a favore del settore dell'intrattenimento, la pirateria non verrà fermata.

Grazie per lo spazio che ci avete dedicato.

qualcosa di vero c'e' in quello che dice, ma vede se effetivamente vanno ha tassare la rete, alla fine della fiera il comparto del vidonoleggio e tutto l'indotto morira', perche i proventi da tale tassa si fermano a monte, ora e lecito che noi difendiamo il nostro posto di lavoro???????
jeffcaird
#4 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 11:59:13 AM
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enzo ha scritto:

qualcosa di vero c'e' in quello che dice, ma vede se effetivamente vanno ha tassare la rete, alla fine della fiera il comparto del vidonoleggio e tutto l'indotto morira', perche i proventi da tale tassa si fermano a monte, ora e lecito che noi difendiamo il nostro posto di lavoro???????

Non si difende il posto di lavoro adagiandosi sugli allori a discapito dei diritti degli utenti e bloccando il progresso. Si difende innovandosi e trovando nuove soluzioni per poter essere concorrenziali.
zappa
#5 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:24:24 PM
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Ovviamente prendo come provocazione la proposta di tassare la rete in modo non esoso (5 euro), anche se non so in base a quale criterio si ritiene non esosa una certa cifra....comunque...

mi sembra che si stia sempre andando nella direzione di penalizzare il consumatore, a che serve istituire una nuova tassa che divide la colpa anche sugli innocenti, ma scherziamo?
insomma io aumento il prezzo del cd che metto in vendita, siccome non ne ne vendo perche' la gente non ha tanti soldi da spendere, allora chiedo aiuto allo stato di imporre una tassa sull'acquisto dei cd e sulla connessione ad internet per tutti i cittadini colpevoli o no di violare il copyright.
Mi sembra un completo disastro di intenzioni!
enzo
#6 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:31:49 PM
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jeffcaird ha scritto:
enzo ha scritto:

qualcosa di vero c'e' in quello che dice, ma vede se effetivamente vanno ha tassare la rete, alla fine della fiera il comparto del vidonoleggio e tutto l'indotto morira', perche i proventi da tale tassa si fermano a monte, ora e lecito che noi difendiamo il nostro posto di lavoro???????

Non si difende il posto di lavoro adagiandosi sugli allori a discapito dei diritti degli utenti e bloccando il progresso. Si difende innovandosi e trovando nuove soluzioni per poter essere concorrenziali.

non so se ridere o piangero con certe affermazioni,,,, quali sarebbere sti famosi diritti degli utenti??????????????? infrangendo delle leggi e scaricare il + possibile, senza rispettare il diritto altrui al lavoro,,,
COMPLIMENTI
SpyBot
#7 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:57:35 PM
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jeffcaird ha scritto:

Non si difende il posto di lavoro adagiandosi sugli allori a discapito dei diritti degli utenti e bloccando il progresso. Si difende innovandosi e trovando nuove soluzioni per poter essere concorrenziali.


Il progresso lo sta bloccando la pirateria con perdite di posti di lavoro
jeffcaird
#8 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:58:46 PM
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enzo ha scritto:
quali sarebbere sti famosi diritti degli utenti??????????????? infrangendo delle leggi e scaricare il + possibile, senza rispettare il diritto altrui al lavoro,,,


Ad esempio il diritto di non essere spiato senza mandato giudiziario perchè LEI non ha voglia di pensare a come essere concorrenziale.
Ad ogni modo, come già detto da altri, sarà obbligato a farlo, presto o tardi. Risparmi tempo e cominci a pensare, già che se non è il P2P saranno le TV OnDemand a metterla in crisi. Sono le persone come lei, che invece di innovarsi, lottano per bloccare il futuro che sono destinate a chiudere.

David^
#9 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 1:12:11 PM
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Ciao a tutti,
sono nuovo e ritengo molto valida questa iniziativa, se è utile per confrontarsi nel rispetto reciproco.
Ho letto con interesse questo topic e devo dire che la soluzione dell'Internet fee, ovvero la tassazione delle linee, mi pare la piu' sensata al momento.
Ma il problema è un altro.Per essere chiaro, mettiamo, ad esempio, che tutti i possessori di adsl flat debbano pagare un sovrapprezzo di 12,5 euro mensili per poter utilizzare il p2p.
Perfetto, sarebbe una proposta interessante.Ogni cittadino che ha una flat sborserebbe 12,5 euro al mese, che andrebbero a tutti i settori che sono danneggiati dl p2p.Sarebbe bello, entrerebbero un sacco di soldi, quando, fino a poco fa, non entrava un euro.
Però..la domanda è questa..I soldi, che sarebbero parecchi, verrebbero equamente divisi??Ho letto vari post di gestori di videonoleggi, ne leggeremo in futuro di persone che lavorano per provider, per l'industria etc...
Ecco, siamo sicuri che verranno tutelate TUTTE le categorie coinvolte o quei soldi, nel caso venisse adottata una soluzione del genere, si fermeranno alle major e basta??
vbertola
#10 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 1:14:24 PM
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enzo ha scritto:
jeffcaird ha scritto:
enzo ha scritto:

qualcosa di vero c'e' in quello che dice, ma vede se effetivamente vanno ha tassare la rete, alla fine della fiera il comparto del vidonoleggio e tutto l'indotto morira', perche i proventi da tale tassa si fermano a monte, ora e lecito che noi difendiamo il nostro posto di lavoro???????

Non si difende il posto di lavoro adagiandosi sugli allori a discapito dei diritti degli utenti e bloccando il progresso. Si difende innovandosi e trovando nuove soluzioni per poter essere concorrenziali.

non so se ridere o piangero con certe affermazioni,,,, quali sarebbere sti famosi diritti degli utenti??????????????? infrangendo delle leggi e scaricare il + possibile, senza rispettare il diritto altrui al lavoro,,,
COMPLIMENTI

Non esiste alcun diritto a continuare all'infinito (magari pure con sovvenzioni pubbliche) una attività commerciale fuori mercato, se no avremmo ancora i fabbricanti di locomotive a vapore...

Quando io ero bambino, a inizio anni '80 in città, sotto casa mia c'era una latteria. Poi cominciarono ad aprire in zona sempre più supermercati, e verso la fine del decennio la latteria dovette chiudere, perché non vendeva più niente. (E naturalmente io fui molto triste, visto che la frequentavo da sempre, conoscevo l'esercente ecc..) E fu sostituita prontamente da... una videoteca!
Per tutti gli anni '90 la videoteca fu frequentatissima, poi il pubblico calò e il negozio fu chiuso e sostituito da un distributore automatico.
Poi, un paio d'anni fa, ha chiuso anche quello.
E adesso al suo posto, se ho visto bene (non abito più lì), c'è un negozio che vende mutui immobiliari!
Che a sua volta, secondo me, tempo qualche mese chiuderà... e così via.
Fa parte del normale ciclo di vita delle attività commerciali, e del rischio di impresa che ognuno si assume quando le apre.

Certamente la pirateria aggrava la sua crisi, anche se è tutto da dimostrare di quanto, ma non esiste alcun diritto ad aprire un negozio che faccia per cinquant'anni sempre la stessa cosa, e urlare (scrivere tutto in maiuscolo) non cambierà certo le cose.
vbertola
#11 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 1:19:30 PM
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jeffcaird ha scritto:

Non si difende il posto di lavoro adagiandosi sugli allori a discapito dei diritti degli utenti e bloccando il progresso. Si difende innovandosi e trovando nuove soluzioni per poter essere concorrenziali.


Il progresso lo sta bloccando la pirateria con perdite di posti di lavoro

Mi scusi, anche questo sarebbe tutto da dimostrare in maniera scientifica.
I posti di lavoro che si sono persi nel settore della vendita e distribuzione di contenuti sono di più o di meno di quelli che si sono creati nel settore della vendita e distribuzione di computer, di lettori digitali, di software per trattare i contenuti stessi, nel settore della fornitura di accesso a Internet, e nel settore dei servizi online per lo scambio dei contenuti?
Ci vorrebbe perlomeno uno studio indipendente in merito...

Posso essere poi d'accordo che non sia giusto che alcuni settori ci guadagnino e altri ci perdano in base alla violazione di una legge (peraltro vi sfugge che se una legge è violata da decine di milioni di persone vuol dire che è impossibile farla rispettare, cosa facciamo, assumiamo 20 milioni di italiani in Polizia per mandarli a casa di ognuno dei 20 milioni di utenti Internet per vedere se ogni file che hanno è legale? forse c'è un problema di fondo nella legge stessa...) e quindi discutiamo pure di meccanismi compensativi, ma le affermazioni di fatto dovrebbero possibilmente essere supportate da dati scientifici...
PaoloIT
#12 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 1:19:37 PM
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Schierarsi dall'una o dall'altra parte con veemenza credo sia fuori luogo e anche, molte volte, fastidioso.
Da una parte si esaspera la libera circolazione del materiale ai limiti e dall'altra si pretende un lucro non perseguito (o non meritato).
In medio stat virtus.
Quando ci si fa prendere la mano per difendere i propri punti di vista, le proprie convinzioni e (spesso) i propri introiti si rischia di risultare prepotenti ed arroganti.
Detto questo non ho alcuna remora ad esprimere alcuni giudizi ed alcune idee:

Riguardo all'equo compenso
Credo che non vi sia mai stata più vergognosa iniziativa protezionista.
In altri forum, provocatoriamente, ho addirittura ipotizzato un aumento dei salari per tutti i dipendenti (pubblici e privati) a titolo di risarcimento di eventuali ingiustizie da parte del datore di lavoro (mobbing, straordinari non retribuiti etc...).
Ma stiamo scherzando?

Riguardo le professioni legate al noleggio dei DVD
Mi risulta molto difficile, ad oggi, trovare un maniscalco od un arrotino.
Anche i lustrascarpe non girano più da un pezzo.
Il mondo evolve e i dinosauri si estinguono.
Sembrerà un commento duro, ma sono le conseguenze della tanto voluta globalizzazione.
Cosa fare allora?
Cambiare mestiere? Non è detto.
Si può sempre mettere su, legalmente e pagando ogni diritto necessario, un servizio online per la fruizione dei contenuti.
Troppo oneroso? Lo è stata anche l'era glaciale per i Dinosauri.

Riguardo alla libera circolazione dei contenuti coperti da diritti d'autore
E' difficile, effettivamente, tracciare un confine tra il cd. fair use ed il vero e proprio abuso, ma è spesso proprio il buonsenso a farci intuire quando c'è o meno malafede.
Purtroppo buonsenso e normative non vanno sempre d'accordo.
E' qui che bisogna lavorare molto.
Lpinotti
#13 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 1:54:41 PM
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Christian ha scritto:
Buongiorno a tutti. Una possibile soluzione che da parecchio circola in rete è quella di "tassare" le connessioni internet a banda larga, invece di bloccarle, con una cifra mensile non esosa, tipo 5 euro, per risarcire tutti coloro che vengono colpiti dalla pirateria digitale e multimediale. In questo modo si finisce di colpevolizzare chiunque scarichi qualcosa dai peer ti peer e si indennizzano i colpiti.

Se poi voleste per davvero stare dalla parte dei consumatori, iniziereste a dire: "Per vedere un film a casa devo pagare: 1) i costi di produzione; 2) il guadagno del produttore; 3) la pubblicità per la commericializzazione; 4) imballo e trasporto; 5) la tassa di riproduzione in luogo privato; 6) i diritti l'autore; 7) le tasse di stato (IVA)." E nessuno pensa che questi costi siano la fonte della pirateria. Questi sono legittimi costi del sistema. Per me, come per molti altri, ridurre il prezzo finale del DVD ridurrebbe di molto la pirateria. E il ragionamento è semplice: chi me lo fa fare di rischiare tanto per poco prezzo? Meglio pagare e stare tranquilli. Al momento invece il ragionamento è: ma chi me lo fa fare di pagare 50 euro un gioco quando il rischio e la pena sono inferiori al costo?
[omissis]


Il costo finale del prodotto non è quasi mai la causa della pirateria. Eventualmente lo è il rapporto qualità/prezzo (particolarmente per i CD musicali tant'è che c'è stato un incremento eleevatissimo del download legale di singoli brani).

Le motivazioni della pirateria sono molteplici (leggasi la mia nota Quasi un falso problema).

Prima di tutto la "tassa" non estinguerebbe l'illecito (vedasi "equo compenso"). Secondariamente non è certo che i proventi della tassazione vadano agli effettivi aventi diritto; i videonoleggiatori e i rivenditori di DVD non prendono un centesimo pur essendo danneggiati.

Se per l'audio sono disponibili siti di download legale, per il video non ve ne sono. Resterebbe, comunque, scoperta una buona fetta di di mercato (film fuori catalogo, film non ancora distribuiti in Italia ecc.) per i quali esiste solo il download "illegale". Illegale è stato messo fra virgolette perché resta da verificare se sia moralmente e giuridicamente perseguibile (da che e dove?) la copia non autorizzata di qualcosa che non esiste piu o di qualcosa per la quale nessuno detiene ancora i diritti a livello nazionale.
Dilling
#14 Inviato : Saturday, January 31, 2009 2:09:51 PM
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Nella speranza che questo forum serva effettivamente ad aprire un dialogo costruttivo in Rete sull'individuazione non solo e non tanto di una nuova soluzione antipirateria ma anche e soprattutto di una soluzione capace di promuovere e massimizzare la creazione e circolazione di prodotti culturali digitali, mi permetto di segnalare questo breve contributo (link) sulla proposta di legge c.d. SIAE (dapprima attribuitale e quindi disconosciuta) che ritengo utile alla discussione per individuare, almeno, a quali principi mi sembra auspicabile il comitato NON ispiri la propria attività ed il white paper (link) sulla politica dell'innovazione in materia di cultura digitale presentato lo scorso 15 gennaio dall'istituto che rappresento presso la Camera dei deputati. Sono convinto che grazie al contributo di tutti sarà possibile - in un intervallo di tempo superiore ai 60 giorni di cui si parla e previa acquisizione di appropriati studi sulle cause e l'entità delle conseguenze della pirateria digitale - contribuire a garantire al Paese una adeguata regolamentazione di tutti i nuovi fenomeni culturali che rappresentano un inesauribile ed irrinunciabile elemento di ricchezza collettiva.

Va dato merito all'avvocato Guido Scorza di aver portato tutti a conoscenza del documento che stava già circolando all'interno del Comitato, di averne fatto una disanima molto approfondita e per aver, in questo modo, obbligato il Presidente della SIAE a rinnegarne la paternità ed il Presidente del Comitato a dichiarare che "Non ci sono al momento bozze di legge in circolazione sulla lotta alla pirateria digitale e multimediale e non esiste nessuna proposta precostituita".
Nulla da eccepire alla critica dell'avv. Scorza nel merito della critica avanzata al documento di cui è entrato in possesso, in particolare concordo sul fatto che l'art. 2 è un contentino dato non agli utenti della rete ma al ministro Maroni, il quale poco tempo fa ha dichiarato che la musica deve essere messa a disposizione grautitamente e che qualcuno la paga attraverso la pubblicità, un contentino per evitare che la Lega Nord si metta di traverso a quello che l'estensore di quel documento vorrebbe conseguire.
Detto ciò, nelle linee guida del white paper -sul tema dei contenuti digitali- non individuo la soluzione che si vorrebbe adottare nel merito del file sharing di opere protette. Indurre i detentori dei diritti ad immettere le opere sul web a prezzi concorrenziali sarà pure una cosa interessante che indurrebbe qualcuno a fare acquisti ma non mi pare la panacea al fenomeno del p2p, come pure il fatto di escludere dalla protezione le opere non concorrenziali non mi pare possa andare ad incidere sul fenomeno del p2p, ma su questo potrei non averne colto la sostanza. Insomma mi piacerebbe poter in concreto capire, secondo Lei, quale sia la soluzione al file sharing illegittimo, in particolare la sua opinione nel merito delle licenze collettive proposta da EFF alcuni anni fa e tutt'ora sostenuta sia da EFF che da altre organizzazioni.
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