Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (ex DPCM di istituzione del comitato)
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Considerazioni a freddo Opzioni
Gabriele Favrin
#1 Inviato : Monday, February 01, 2010 1:54:22 PM
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Iscritto: 1/29/2009
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Località: Mestre
Ho scelto qualche mese fa di lasciare questo forum perche' ritenevo esaurito il mio contributo. Ho trattato i temi della sicurezza dei minori online (messa a rischio, a mio avviso, da certi propositi in buona fede che pero' non tengono conto della situazione reale del web) e della lotta alla pirateria che dovrebbe restare nei confini di buon senso e legge. Constatato il poco autocontrollo di chi, per tutelare il proprio orto, si avvale di insulti e vorrebbe leggi da Grande fratello (il libro) ho preferito allontanarmi e fare altro (nel dettaglio: contribuire a migliorare un bene collettivo e libero quale e' Wikipedia).

Torno ogni tanto e ritrovo l'impegno apprezzabile di Andrew.B, lPinotti e il buon Clod. Peccato non si leggano piu' discussioni, ma e' logico che per confrontarsi bisogna volerlo e finche' una parte aspetta solo le tre manganellate il dialogo muore.

Vi testimonio qui le dinamiche della Rete che taluni vorrebbero censurare o limitare. In questo forum ho conosciuto Clod. Abbiamo iniziato a dialogare anche fuori. Ho scoperto che compone bellissimi pezzi musicali che rilascia gratuitamente con licenza Creative Commons. A Dicembre ha saputo che stavo realizzando uno slideshow per presentare le attivita' 2009 di un'organizzazione umanitaria che aiuto e mi ha donato una sua composizione.
Cosi', in modo perfettamente legale, ho montato un bel video (non l'ho definito tale io ma le 300 persone che l'hanno visto alla riunione) che da poco ho messo anche su YouTube. Ben inteso, anche la parte video e' lecita (l'abbiamo fatta noi!).

Capisco che per chi concepisce i media solo come fonte di reddito sapere che si possono fare cose gratis e legalmente sia drammatico: pensate ai... mancati guadagni! Se non avessi potuto usare musica libera avrei dovuto pagare i diritti per qualcosa.
Capisco anche che per tutto cio' sia pure spiacevole per chi crede di poter limitare il traffico filtrando i tipi di file. Clod mi ha dato un MP3 che ha fatto lui, quindi e' legale e ha tutto il diritto di darmelo. Io ho inviato a YouTube 167mb di file H.264 (per 7 minuti di video: ci tenevo alla qualita'!) ed e' legale perche' avevo titolo di farlo. Come la mettiamo? Vietiamo il download/upload di contenuti a chi ne ha diritto? Avremmo anche potuto usare LEGALMENTE dei cyberlocker perche' ne avevamo TITOLO. Quindi non si puo' bastonare chi cita quei siti o chi ci si connette a meno di non aver accertato a priori che il file scambiato e' illecito (per contenuti o perche' chi l'ha scambiato non aveva titolo di farlo).

Internet di fatto E' p2p. p2p non significa pirateria, significa, traducendone il significato, "da pari a pari". La TV e' un media da uno (ricco, in grado di permetterselo) a tanti. La radio anche (richiede meno risorse ma ne richiede). Il cinema pure. Internet no. Chiunque, da 0 a 100 anni, puo' avere la stessa visibilita' e le stesse opportunita' di un colosso economico. E questo, credetemi, da' piu' fastidio della pirateria. Ecco perche' in paesi come l'Iran o la Cina si tenta di censurare il web.

Siccome le azioni sul web non sono illegali in se' ma lo diventano se il fine e' un illecito (es. scambiare un contenuto di cui non si hanno i diritti di distribuzione, incitare alla violenza, insultare, ecc), o si riporta la Rete a un media da uno a molti, tipo Teletext per capirci, oppure si cambiano le leggi per dare il giusto a chi produce consentendo a chi fruisce di avere cio' che desidera.
Oggi all'orizzonte si vedono determinate leggi. Non credo funzioneranno, qualora siano costituzionali e compatibili con le norme europee e le leggi sulla privacy e non vengano quindi bocciate dagli organismi di controllo.
Temo che non funzionano perche' sono aggirabili proprio a causa del fatto che i protocolli e le azioni non sono di per se' illecite. Valga come esempio la criptazione, utilizzabile per nascondere attivita' illegali ma anche per fare acquisti online o per un'azienda che utilizza reti VPN fra le proprie sedi.

Questa e' la mia opinione.
Grazie per l'attenzione e...
se ne avete occasione ascoltate quello che fa Clod, ha talento!

A risentirci.

Luke
#2 Inviato : Friday, February 19, 2010 3:24:37 AM
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Iscritto: 2/3/2009
Messaggi: 6
Località: Genova
Gabriele Favrin ha scritto:
Vietiamo il download/upload di contenuti a chi ne ha diritto?


Faccio una estensione alla tua considerazione.
Nell'ottica di limitare il fenomeno della pirateria, vengono utilizzati i sistemi di DRM. Questi sistemi, volendo limitare l'utilizzo illegale di un contenuto, limitano di fatto la fruibilità a chi invece ne ha diritto.
Nell'emergente mondo dell'editoria digitale, i sistemi di DRM non solo sono molto presenti, ma rendono praticamente i sistemi di lettura digitale delle isole chiuse in sé stesse.

Un ebook acquistato su Amazon, ad esempio, non è leggibile su un lettore Sony o Cybook, ma solo sul Kindle, con il suo DRM proprietario. Apple sta uscendo con il suo iPad e già si vocifera di un altro DRM, ovviamente incompatibile. I lettori basati su Adobe Digital Edition vengono prodotti da varie marche, ma i contenuti ovviamente non sono compatibili con i precedenti.
Anche la procedura di acquisto e trasferimento dei contenuti sui lettori è spesso fonte di problemi per l'utente che ne ha diritto, e non di rado gli utenti vengono letteralmente spinti a rimuovere questi sistemi di protezione dalla copia per poter leggere ed archiviare senza problemi i propri libri.

Un caso emblematico è stato quello di Mondadori, che fino a qualche giorno fa vendeva degli ebook nell'obsoleto formato .lit, protetto ovviamente da DRM. Poiché il .lit non è supportato dalla maggioranza delle piattaforme, l'ignaro utente che acquistava qualche libro in buona fede, si ritrovava con una manata di byte inutilizzabili. A quel punto, chiedendo sui forum specializzati, veniva istruito sulla pratica della rimozione del DRM al fine di poter convertire il libro regolarmente acquistato in un formato compatibile con il proprio ebook reader. Fortunatamente Mondadori ha recentemente chiuso questo negozio on line, forse sull'onda delle email di centinaia di lettori inferociti, promettendo di riaprirlo con dei contenuti più adeguati alle richieste.

L'editoria digitale è agli albori, ma queste politiche di chiusura ed incompatibilità dei contenuti rischia di ammazzare il mercato legale degli ebook prima ancora che possa affermarsi. Basterebbe un più discreto watermarking, magari sotto forma di un ex libris, e dei prezzi contenuti per incentivare questo mercato, disincentivando del contempo la pirateria.

Luke
bobgiam
#3 Inviato : Saturday, February 27, 2010 7:25:08 AM
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Iscritto: 1/27/2009
Messaggi: 874
Località: Roma
Capita sempre più spesso di leggere le cose a senso unico. Il buon Clod può fare quello che crede della sua musica, ci mancherebbe altro, sarei felicissimo che i suoi pezzi grazie alla rete diventassero apprezzati in tutto il mondo, magari poi metterà un bel drm e denuncerà chi li vorrà sentire senza autorizzazione, o forse continuerà così, non lo so ma comunque farà sarà un suo diritto. Già, "diritto" una parola che spesso dimenticate e con cui noi invece facciamo i conti tutti i giorni perchè a noi capita, come pochi giorni fa (trovi anche su google) che ad alcuni colleghi siano state fatte multe (anche 70.000€) perchè sui dvd non c'era scritto "versione noleggio" pur essendo acquistati con fattura per tale scopo e paradossalmente gli stessi film erano in rete gratis da mesi prima. Allora vorrei ricordare a Gabriele quello che troppo spesso dimentica, cioè che la rete per noi non è un nemico, crediamo nelle potenzialità, crediamo anche che tutto ciò che in rete sia reperibile, lo debba essere solo con il consenso del suo ideatore o proprietario e su questo non possono esserci sconti.
Libertà totale per lo scambio di idee e file di ogni genere purchè si abbia il diritto di farlo. Sai che siamo online anche noi e che lottiamo per far valere i nostri diritti, ma lo facciamo con avvocati e con il dialogo, la legge stabilirà chi ha ragione e i nostri server sono in Italia con indirizzo pubblico, non nelle Cayman.
Tutte le opere umanitarie che vanti ti fanno onore, non sei l'unico a farne, ma è una scelta tua, non puoi nemmeno permetterti di pensare che tale scelta debbano farla obbligatoriamente tutti mettendo le opere d'ingegno a disposizione di le voglia. Vorrei anche ricordarti che ognuno di noi può fare un quadro, un disegno, una canzone o una poesia ed essere felice di dividerla con il mondo, fare un film è il risultato di forti investimenti, del lavoro di centinaia di persone, l'impegno di mesi, e non sono 4 note composte alla chitarra in attesa che sia pronta la cena, cerchiamo anche di dare un valore alle cose senza voler sminuire l'ingeno di nessuno e proseguiamo tutti a fare i generosi solo con le proprie cose, è così che si fa.
Stammi bene Gabriele.
Gabriele Favrin
#4 Inviato : Monday, March 01, 2010 12:30:03 PM
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Iscritto: 1/29/2009
Messaggi: 684
Località: Mestre
Piacere di risentirti.
Bell'intervento, peccato si tratti di "strawman fallacy", una tattica molto diffusa nel dibattito politico italiano. In sostanza consiste nell'esagerare la posizione dell'interlocutore fino a renderla indifendibile. Qui alcuni esempi:
http://en.wikipedia.org/wiki/Straw_man#Example
(@redazione: siamo in parte OT ma vorrei far comprendere le dinamiche del dialogo che si sono sviluppate nel forum, nella speranza che vengano finalmente superate)

Il mio contributo serviva a dimostrare come l'uso legittimo della rete si scontri con certe proposte di "controllo" ipotizzate in queste pagine. O uno o l'altro. Purtroppo si e' risposto sviando il discorso.

Bobgiam afferma che la sua categoria non considera la Rete un nemico. Difficile crederlo quando in un forum di settore si legge tanta rabbia verso i siti di streaming legali (e gratuiti perche' sostenuti dalla pubblicita'). Al contrario io temo che la sua categoria commerciale subisca analoghi danni da una moltitudine di concorrenti e situazioni. Dal web legale al digitale terrestre, da Sky, dai film in edicola alla stessa TV in chiaro oggetto di strali ogni volta che trasmette partite o programmi di grande ascolto. Dunque sarebbe meglio essere obiettivi e accettare che il mercato e gli interessi dei clienti sono cambiati. Se poi, come leggevo in un forum, un cliente entra e chiede se puo' comprare un film a poche settimane dall'uscita al cinema, non bisogna prendersela con la Rete che lo offre gratis ma con chi nel settore H.V. non accorcia le "window".

A mio avviso poi il discorso sui diritti di chi crea un'opera non ha molto senso perche' tanta preoccupazione per i "diritti" riguarda essenzialmente i suoi interessi. I diritti altrui, per esempio a un equo processo e all'accesso all'informazione offerta dalla Rete, sono secondari. Anzi se meno gente avesse accesso al web e vi fossero limiti piu' stringenti su cio' che puo' fare, per l'interlocutore sarebbe meglio come ha fatto intendere in numerosi interventi qui nel corso dei mesi.

La storia comunque insegna che il proibizionismo non solo non funziona ma fa la gioia delle organizzazioni illegali. Una stretta sulla pirateria online farebbe la gioia da una parte della criminalita' organizzata che potrebbe rimettersi a vendere nelle bancarelle. In ambito legale, invece, assisteremmo a un boom di servizi legali per nascondere la propria identita' online. Sempre piu' facili da usare e sempre piu' intuitivi. In mezzo pero' ci sarebbero danni per un numero incalcolabile di famiglie e aziende che lavorano sul web, nonche' per i produttori di hardware.

La soluzione non passa per la perdita dei diritti di chi crea le cose ma per offerte che rispondano alla richiesta del mercato. Rudy Zerbi della Sony lo ha capito.

L'alternativa sarebbe economicamente devastante e si scontrerebbe con il proposito di maggiore legalita' sostenuto dai partiti di governo.
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