Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (ex DPCM di istituzione del comitato)
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antipirateria in francia-spagna-regno unito-sveziaolanda-germania Opzioni
cristina
#1 Inviato : Sunday, March 07, 2010 6:56:15 PM
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Iscritto: 2/22/2010
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Località: MONZA
da articolo , percio' alcune persone si informino prima di dire che non è vero.
http://www.e-duesse.it/E...BBIAMO-ANCORA-ASPETTARE "leggetelo pure qui"


Francia, Svezia, Regno Unito, Olanda, Germania, Spagna. Non sono Paesi molto distanti da noi. Sono nazioni che però, oggi, appaiono lontane anni luce dai nostri confini. Perché? Semplice, perché hanno potuto trovare nelle Istituzioni un partner fattivo nella lotta alla pirateria audiovisiva. Chi più, chi meno, queste nazioni hanno già avuto modo di raccogliere dei risultati perché l’esecutivo ha messo la lotta alla pirateria come una delle priorità favorendo (anche in Spagna, come trovate nel nostro servizio esclusivo all’interno di questo numero) la cooperazione con gli Internet Service Provider.
Non c’è soltanto Sarkozy che si impegna contro il file sharing e sfida l’impopolarità, combattendo anche contro la “lobby della privacy”; ci sono rappresentanti della politica di diverse nazioni del Vecchio Continente che hanno dato segnali concreti. E il mercato, pur nelle oggettive difficoltà, dimostra di rispondere. Tutto questo manca in una nazione fortemente colpita dalla pirateria come l’Italia, nel quale lo sforzo degli addetti ai lavori viene vanificato da una inspiegabile distanza e un ingiustificato immobilismo del Palazzo. La costituzione del Tavolo antipirateria coordinato da Mauro Masi, e le susseguenti audizioni con le associazioni di inizio anno, sono a un punto morto. È scandaloso. Nel frattempo il mercato, soprattutto il rental, è aggredito in modo feroce dal p2p. Il calo del noleggio è da diverso tempo del 20%, anno su anno, e la causa è quasi unicamente la pirateria via Internet. I servizi legali concorrenti on-line non rappresentano certo una minaccia (complice forse anche la grottesca vicenda della Banda Larga); numeri alla mano il servizio via Web più organizzato ed efficiente Film is Now viaggia su una media di 1.200/1.500 download al mese... Sarà pur vero che il consumatore è “più distratto”, ma non nascondiamo il vero problema. Che nasce anche dall’inesistente sensibilità della politica, risultato di una rappresentatività debole del nostro settore presso le Istituzioni. Auspichiamo che il rinnovato impegno di Univideo e Fapav e, perchè no di Anica, possa rimettere a tema sull’agenda politica la gravità del fenomeno e la sua incidenza in termini economici. Ma alla fine la domanda resta: cosa dobbiamo ancora aspettare per avere una risposta vera a questo gravissimo problema?


ALLORA DITEMI, PERCHE' NOI ASPETTIAMO ANCORA???
NON COMINCIATE CON STE CAVOLATE DELLA PRIVACY PREGO.
bobgiam
#2 Inviato : Wednesday, March 10, 2010 10:24:26 AM
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Iscritto: 1/27/2009
Messaggi: 874
Località: Roma
La privacy è un valore fondamentale, lo è anche il lavoro di tutti coloro che per colpa del cattivo uso della tutela della privacy questo diritto fondamentale lo stanno perdendo. La privacy non è uno strumento con il quale si possa delinquere indisturbati, se si infrange la legge, la tutela della privacy deve passare in secondo piano.

COSA ASPETTATE A SEGUIRE LE ORME DEGLI STATI VICINI? E' COSI' DIFFICILE APPLICARE UNA LEGGE E EVITARE DI AVERE ALTRE MIGLIAIA DI DISOCCUPATI? FACCIAMO CHIUDERE ALTRE IMPRESE? eDUCHIAMO I GIOVANI CHE LE REGOLE NON CONTINO? LASCIAMO SITI COME YOUPORN CHE OFFRONO CONTENUTI PORNOGRAFICI SENZA LA MINIMA TUTELA PER I MINORI? LASCIAMO CHE SU E-BAY UN PRIVATO ABBIA 10.000 FEEDBACK SENZA AVER MAI EMESSO UNO SCONTRINO? LASCIAMO CHE UNO STESSO PRODOTTO ABBIA L'IVA AL 20% PER UN SETTORE (VIDEOTECHE) E IL 4% PER L'EDITORIA PERCHE' SI FA FINTA DI ABBINARLO?
trealbe
#3 Inviato : Tuesday, March 16, 2010 9:15:46 AM
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Iscritto: 3/2/2010
Messaggi: 1
Località: Bergamo
Sei proprio sicura di quanto affermi? Leggi cosa è successo in Spagna in questi giorni..
[url=http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_15/peer-to-peer-sentenza-spagnola_4e060adc-304a-11df-9bdf-00144f02aabe.shtml]

Spagna, storica sentenza: siti peer to peer non violano diritto d'autore. Assolvendo un sito P2P, il giudice ha stabilito che offrire link che rimandano ad altri contenuti non è reato.

MILANO - È una delle prime decisioni di questo tipo in Europa. E potrebbe influenzare tutta la giurisprudenza in materia. Con una sentenza giudicata «storica» dalla stampa spagnola, un tribunale di Barcellona ha assolto il primo sito «peer to peer» (P2P, di scambio files in internet) ad essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d'autore.

LA SENTENZA - Il giudice ha stabilito che offrire link che rimandano ad altri contenuti - anche coperti da copyright, come succede nei P2P - non è illegale. «In senso lato», spiega la sentenza, «il sistema di links costituisce la base stessa di internet ed una moltitudine di siti (come Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa». Secondo il giudice inoltre «le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non feriscono alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale». Per il quotidiano Publico la sentenza è «storica» perchè è la prima del genere, è una sconfitta per il denunciante (la Sgae, la Siae spagnola) che chiede la chiusura di questo tipo di siti, e perchè il governo vuole promuovere una proposta di legge che consentirebbe alle autorità amministrative di chiudere le pagine web considerate illegali.
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