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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 555
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Da Corriere.it del 13/3/09:
«It’s not a crime to download» (scaricare non è un crimine): parole di Billy Bragg, artista folk inglese che ricordiamo fin dai tempi della Thatcher per il proprio impegno politico e che parla a nome dei 140 musicisti e gruppi britannici della Featured Artists Coalition, nata con l’intento di prendere una posizione autonoma rispetto ai cambiamenti intervenuti nella distribuzione musicale ai tempi di internet e con la volontà di combattere lo strapotere della case discografiche.
LA COALIZIONE DEGLI ARTISTI - Robbie Williams, Annie Lennox, Billy Bragg, David Rowntree dei Blur, David Gilmour dei Pink Floyd, i Verve, Ed O'Brien dei Radiohead: sono solo alcune delle rockstar inglesi che hanno dato vita alla Featured Artists Coalition che, giunta al suo debutto ufficiale, divulga le proprie posizioni raccogliendole in sei punti fondamentali, uno dei quali è la ferma convinzione di non voler criminalizzare gli utenti che scaricano musica illegalmente. Il punto fondamentale del manifesto degli artisti è che i diritti di sfruttamento delle opere restino nelle mani dei musicisti e che l’utente che scarica musica non è un ladro.
YOUTUBE E GLI ALTRI - Annie Lennox, che non ha potuto presenziare l’incontro, ha mandato un proprio messaggio di supporto, cui si è unita anche la voce di Peter Gabriel, David Gray, Fran Healy dei Travis, Nick Mason dei Pink Floyd e Mick Jones dei Clash: una richiesta corale alle major affinché smettano con le loro politiche punitive nei confronti dei pirati online. L’appello è rivolto anche al ministro delle comunicazioni britannico Lord Carter, il quale aveva proposto pene severe per i downloader: secondo gli artisti britannici non è più tempo di criminalizzare i consumatori e sarebbe il caso che siti come MySpace o Youtube remunerassero i gruppi musicali quando utilizzano la loro musica a fini pubblicitari, mentre è giusto cedere gratis la musica ai propri fan attraverso Youtube e altri servizi. La pirateria musicale continua a dar del filo da torcere all’industria musicale e mentre in Francia c’è addirittura chi vuole bloccare la connessione a chi scarica musica al di fuori della legge, i protagonisti veri della musica fanno sapere di essere dalla parte della gente comune e che, a fronte di un cambiamento senza precedenti della fruizione musicale, sono le case discografiche e i protagonisti del business a dover rivedere alcune regole.
Emanuela Di Pasqua
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Iscritto: 1/31/2009 Messaggi: 87 Località: Milano
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Lpinotti ha scritto:Da Corriere.it del 13/3/09:
«It’s not a crime to download» (scaricare non è un crimine): parole di Billy Bragg, artista folk inglese che ricordiamo fin dai tempi della Thatcher per il proprio impegno politico e che parla a nome dei 140 musicisti e gruppi britannici della Featured Artists Coalition, nata con l’intento di prendere una posizione autonoma rispetto ai cambiamenti intervenuti nella distribuzione musicale ai tempi di internet e con la volontà di combattere lo strapotere della case discografiche.
LA COALIZIONE DEGLI ARTISTI - Robbie Williams, Annie Lennox, Billy Bragg, David Rowntree dei Blur, David Gilmour dei Pink Floyd, i Verve, Ed O'Brien dei Radiohead: sono solo alcune delle rockstar inglesi che hanno dato vita alla Featured Artists Coalition che, giunta al suo debutto ufficiale, divulga le proprie posizioni raccogliendole in sei punti fondamentali, uno dei quali è la ferma convinzione di non voler criminalizzare gli utenti che scaricano musica illegalmente. Il punto fondamentale del manifesto degli artisti è che i diritti di sfruttamento delle opere restino nelle mani dei musicisti e che l’utente che scarica musica non è un ladro.
YOUTUBE E GLI ALTRI - Annie Lennox, che non ha potuto presenziare l’incontro, ha mandato un proprio messaggio di supporto, cui si è unita anche la voce di Peter Gabriel, David Gray, Fran Healy dei Travis, Nick Mason dei Pink Floyd e Mick Jones dei Clash: una richiesta corale alle major affinché smettano con le loro politiche punitive nei confronti dei pirati online. L’appello è rivolto anche al ministro delle comunicazioni britannico Lord Carter, il quale aveva proposto pene severe per i downloader: secondo gli artisti britannici non è più tempo di criminalizzare i consumatori e sarebbe il caso che siti come MySpace o Youtube remunerassero i gruppi musicali quando utilizzano la loro musica a fini pubblicitari, mentre è giusto cedere gratis la musica ai propri fan attraverso Youtube e altri servizi. La pirateria musicale continua a dar del filo da torcere all’industria musicale e mentre in Francia c’è addirittura chi vuole bloccare la connessione a chi scarica musica al di fuori della legge, i protagonisti veri della musica fanno sapere di essere dalla parte della gente comune e che, a fronte di un cambiamento senza precedenti della fruizione musicale, sono le case discografiche e i protagonisti del business a dover rivedere alcune regole.
Emanuela Di Pasqua
..tutti musicisti che ai tempi hanno ampiamente navigato nel mare delle case discografiche,e grazie alla potenza mediatica di queste ultime sono diventati quello che sono.. Ora che queste ultime hanno problemi hanno ben capito come fare un transfert del business bypassando il monopolio delle Major.. Ora che sono miliardari sfondati poi...E rimanendo simpatici pure al pubblico dato che ora a pagare sono Utube, Myspace, ecc ecc... Ovviamente l'utente non può che applaudire il demagogo artista che inneggia al gratuito.. Della serie "Andiamo dove tira il vento..." .. Featured Artists Coalition.. F A C ... Il corrispondente onomatopeico della scrittura della famossisima parola inglese f...k.. Non la scrivo dato che sono già stato ammonito dai moderatori.. Il primo ed uniko.. E' tutto un paradosso...
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Iscritto: 2/6/2009 Messaggi: 158 Località: Italia
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Tutto gira intorno al denaro.. Concordo con Pablito11... Inoltre con l'affermazione di non "criminalizzare chi scarica" ne guadagnano moltissimo anche di immagine.. Ma tutto questo se lo possono permettere proprio perche' si tratta di nomi famosi, per gli sconosciuti questo potrebbe non andare bene... Ma staremo a vedere.. L'unica cosa sicura e' che ora il vecchio sistema non funziona piu' molto bene.
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 874 Località: Roma
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Lpinotti ha scritto:Da Corriere.it del 13/3/09:
«It’s not a crime to download» (scaricare non è un crimine): parole di Billy Bragg, artista folk inglese che ricordiamo fin dai tempi della Thatcher per il proprio impegno politico e che parla a nome dei 140 musicisti e gruppi britannici della Featured Artists Coalition, nata con l’intento di prendere una posizione autonoma rispetto ai cambiamenti intervenuti nella distribuzione musicale ai tempi di internet e con la volontà di combattere lo strapotere della case discografiche.
LA COALIZIONE DEGLI ARTISTI - Robbie Williams, Annie Lennox, Billy Bragg, David Rowntree dei Blur, David Gilmour dei Pink Floyd, i Verve, Ed O'Brien dei Radiohead: sono solo alcune delle rockstar inglesi che hanno dato vita alla Featured Artists Coalition che, giunta al suo debutto ufficiale, divulga le proprie posizioni raccogliendole in sei punti fondamentali, uno dei quali è la ferma convinzione di non voler criminalizzare gli utenti che scaricano musica illegalmente. Il punto fondamentale del manifesto degli artisti è che i diritti di sfruttamento delle opere restino nelle mani dei musicisti e che l’utente che scarica musica non è un ladro.
YOUTUBE E GLI ALTRI - Annie Lennox, che non ha potuto presenziare l’incontro, ha mandato un proprio messaggio di supporto, cui si è unita anche la voce di Peter Gabriel, David Gray, Fran Healy dei Travis, Nick Mason dei Pink Floyd e Mick Jones dei Clash: una richiesta corale alle major affinché smettano con le loro politiche punitive nei confronti dei pirati online. L’appello è rivolto anche al ministro delle comunicazioni britannico Lord Carter, il quale aveva proposto pene severe per i downloader: secondo gli artisti britannici non è più tempo di criminalizzare i consumatori e sarebbe il caso che siti come MySpace o Youtube remunerassero i gruppi musicali quando utilizzano la loro musica a fini pubblicitari, mentre è giusto cedere gratis la musica ai propri fan attraverso Youtube e altri servizi. La pirateria musicale continua a dar del filo da torcere all’industria musicale e mentre in Francia c’è addirittura chi vuole bloccare la connessione a chi scarica musica al di fuori della legge, i protagonisti veri della musica fanno sapere di essere dalla parte della gente comune e che, a fronte di un cambiamento senza precedenti della fruizione musicale, sono le case discografiche e i protagonisti del business a dover rivedere alcune regole.
Emanuela Di Pasqua
non vorrei che si continuasse a fare confusione, questo gruppo di miliardari eccdentrici artisti furbetti non hanno asserito di voler regalare la propria musica, ma solo che alcuni siti che la fanno sentire gratis paghino,,,un pò come dire ok al p2p se gli isp ci pagano i diritti come fanno le radio che mandano gratis musica ma pagano per farlo. Per you tube non erviva il loro assenso, nulla cambia esisteva prima di loro solo che ora vogliono farli pagare, sono restrizioni e non concessioni. Il p2p rimane il nemico di tutti.
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 555
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plancton ha scritto:L'unica cosa sicura e' che ora il vecchio sistema non funziona piu' molto bene.
Questo si rifà al mio messaggio precedente.
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 91 Località: Bra (cn)
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bobgiam ha scritto:non vorrei che si continuasse a fare confusione, questo gruppo di miliardari eccdentrici artisti furbetti non hanno asserito di voler regalare la propria musica, ma solo che alcuni siti che la fanno sentire gratis paghino,,,un pò come dire ok al p2p se gli isp ci pagano i diritti come fanno le radio che mandano gratis musica ma pagano per farlo. Per you tube non erviva il loro assenso, nulla cambia esisteva prima di loro solo che ora vogliono farli pagare, sono restrizioni e non concessioni. Il p2p rimane il nemico di tutti. Queste persone direttamente coinvolte fanno esplicito riferimento alla non criminalizzazione delle persone che scaricano, solo nell'ultimo paragrafo c'è la questione (probabilmente uno dei 6 punti) che siti come youtube e myspace -quando dalla pubblicazione di questi contenuti ne traggono beneficio economico- si facciano carico di retribuire gli aventi diritto. Neppure noi affermiamo di voler regalati i film e tutto il resto, nemmeno chiediamo che a pagare sia youtube o i fornitori di connettività, chiediamo che siano gli stessi consumatori a poter pagare una quota forfettaria, proprio come le licenze collettive per le radio da lei citate, per rendere legale la condivisione della conoscenza. Quello che, invece, non vogliamo è una tassa a carico degli ISP, che poi inevitabilmente si ripercuote delle tariffe, come equo compeso, continuando a lasciare le persone nell'illegalità. Che sia opportunismo o qualsiasi altra cosa non è rilevante, è rilevante che queste persone abbiano capito che combattere il P2P non solo è inutile, dispendioso, anti-popolare ma è addirittura contro-producente. Non ci sono solo artisti noti, ce ne sono molti che -almeno a me- sono sconoscuiti. Darius Keeler John Rosko Maria Q Bailey Tzuke Billy Bragg Boilerhouse Boys Brett Leboff Bryan Ferry Chrissie Hynde Craig David David Gilmour Dobs Vye Flamboyant Bella Gang of Four Howard Jones Hue and Cry Iron Maiden James Escritt Jazzie B Joe Sumner Joel Stone Jools Holland Judie Tzuke Kaiser Chiefs Kate Nash Katja Kassel Klaxons Lekkido Male Male Female Mike Edwards Mike Rosenburg Natasha Marsh Nel Kabas Nick Beggs Nick Heywood Nick Thorp Nicola Carew Paul Oakenfold Paul Day Peter Hammill Radiohead Ray Jawksue Remi Nicole Richard Ashcroft Robbie Williams Ryan Simpson Samuel Dixon Sia Furler Soul II Soul Stephen Duffy Sybil The Cribs The Futureheads The Hedrons The Verve Thomas Tantrum Travis Wet Wet Wet White Lies Yvonne Tipping and many others.... Luigi Di Liberto (presidente A.S.E.)
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