Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (ex DPCM di istituzione del comitato)
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Eliminazione dell'accesso a Internet per chi viola il diritto d'autore Opzioni
vbertola
#1 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 11:41:08 AM
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Vorrei aprire una seconda discussione sul cosiddetto "metodo Sarkozy", ipotizzato anche nella proposta della SIAE circolata in questi giorni, ossia il prevedere per legge la disconnessione da Internet degli utenti che abbiano ripetutamente scaricato illegalmente musica o film.

Lascerei perdere per un attimo sia gli aspetti politici (si tratta di una proposta già bocciata dal Parlamento Europeo, e non si capisce quindi come la si possa riproporre) che quelli legali; vorrei fare soltanto una considerazione.

E' universalmente riconosciuto - specie in sedi internazionali come i forum delle Nazioni Unite - che Internet, almeno nel mondo sviluppato, è ormai il principale mezzo per l'esercizio di alcuni diritti fondamentali dell'individuo che sono alla base della democrazia, come la libera espressione, la libera informazione, l'autoeducazione, nonché uno strumento fondamentale di socializzazione e di espressione della personalità umana. Le stesse pubbliche amministrazioni stanno sempre più spostando i propri servizi al cittadino sulla rete, così come molte aziende private; sempre più persone lavorano, anche da casa, con il proprio accesso a Internet.

A fronte di questo, appare del tutto insostenibile l'idea di negare l'accesso a Internet - e quindi ridurre notevolmente l'esercizio dei diritti civili sopra esposti - semplicemente a seguito della lesione di interessi economici privati; una lesione che, per quanto grave, non può certo essere messa sullo stesso piano dei diritti umani fondamentali. Inoltre, senza Internet la persona sarebbe esclusa da tutta una serie di servizi di uso quotidiano, danneggiando significativamente la sua vita, anche sul piano economico e professionale.

Proprio perché la pena prevista dalle leggi deve essere sempre proporzionata al crimine commesso, il "metodo Sarkozy" risulta eccessivo, illiberale e fondamentalmente lesivo dei diritti personali: per questo motivo, mi augurerei da parte del Comitato una chiara presa di posizione contro di esso.

In caso contrario, l'Italia si avvierebbe verso l'ennesima figuraccia internazionale, viste le inevitabili bocciature in sedi europee e in eventuali ricorsi presso i tribunali internazionali dei diritti umani...
zappa
#2 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 11:59:03 AM
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Concordo pienamente!

La strada piu' breve sarebbe quella di abbassare i costi delle opere che si vendono. Se poi le major non intendono farlo allora che continuino a proteggere i cd con la crittografia o che so io, ma devono permettere a chi acquista di farsene almeno una copia privata dell'opera. Ma non chiedano un intervento legale a favore dei loro guadagni, gia' bastano le altre lobby per questo.

In ogni caso se non ci fosse il P2P la situazione sarebbe la stessa, comprerebbero le opere le stesse persone che le comprano adesso, non ci dovremmo illudere sul fatto che chi usa il p2p sia disposto a spendere tutti quei soldi per un film, meglio il cinema!
ottepsir
#3 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:31:05 PM
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zappa ha scritto:
Concordo pienamente!

La strada piu' breve sarebbe quella di abbassare i costi delle opere che si vendono. Se poi le major non intendono farlo allora che continuino a proteggere i cd con la crittografia o che so io, ma devono permettere a chi acquista di farsene almeno una copia privata dell'opera. Ma non chiedano un intervento legale a favore dei loro guadagni, gia' bastano le altre lobby per questo.

In ogni caso se non ci fosse il P2P la situazione sarebbe la stessa, comprerebbero le opere le stesse persone che le comprano adesso, non ci dovremmo illudere sul fatto che chi usa il p2p sia disposto a spendere tutti quei soldi per un film, meglio il cinema!


concordo,ma poi a che servono tutte quelle protezioni? Soldi buttati al vento,tanto tutto si scardina prima o poi!
zappa
#4 Inviato : Wednesday, January 28, 2009 12:41:46 PM
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ottepsir ha scritto:
zappa ha scritto:
Concordo pienamente!

La strada piu' breve sarebbe quella di abbassare i costi delle opere che si vendono. Se poi le major non intendono farlo allora che continuino a proteggere i cd con la crittografia o che so io, ma devono permettere a chi acquista di farsene almeno una copia privata dell'opera. Ma non chiedano un intervento legale a favore dei loro guadagni, gia' bastano le altre lobby per questo.

In ogni caso se non ci fosse il P2P la situazione sarebbe la stessa, comprerebbero le opere le stesse persone che le comprano adesso, non ci dovremmo illudere sul fatto che chi usa il p2p sia disposto a spendere tutti quei soldi per un film, meglio il cinema!


concordo,ma poi a che servono tutte quelle protezioni? Soldi buttati al vento,tanto tutto si scardina prima o poi!


beh...qui sta la vera novita'...investire su nuove tecnologie di protezione e fidelizzare i clienti senza trattarli come fan senza cervello pronti a tutto pur di avere qualcosa dei loro idoli artisti...
Andonio
#5 Inviato : Thursday, January 29, 2009 8:36:41 AM
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vbertola ha scritto:
Vorrei aprire una seconda discussione sul cosiddetto "metodo Sarkozy", ipotizzato anche nella proposta della SIAE circolata in questi giorni, ossia il prevedere per legge la disconnessione da Internet degli utenti che abbiano ripetutamente scaricato illegalmente musica o film.

Lascerei perdere per un attimo sia gli aspetti politici (si tratta di una proposta già bocciata dal Parlamento Europeo, e non si capisce quindi come la si possa riproporre) che quelli legali; vorrei fare soltanto una considerazione.

E' universalmente riconosciuto - specie in sedi internazionali come i forum delle Nazioni Unite - che Internet, almeno nel mondo sviluppato, è ormai il principale mezzo per l'esercizio di alcuni diritti fondamentali dell'individuo che sono alla base della democrazia, come la libera espressione, la libera informazione, l'autoeducazione, nonché uno strumento fondamentale di socializzazione e di espressione della personalità umana. Le stesse pubbliche amministrazioni stanno sempre più spostando i propri servizi al cittadino sulla rete, così come molte aziende private; sempre più persone lavorano, anche da casa, con il proprio accesso a Internet.

A fronte di questo, appare del tutto insostenibile l'idea di negare l'accesso a Internet - e quindi ridurre notevolmente l'esercizio dei diritti civili sopra esposti - semplicemente a seguito della lesione di interessi economici privati; una lesione che, per quanto grave, non può certo essere messa sullo stesso piano dei diritti umani fondamentali. Inoltre, senza Internet la persona sarebbe esclusa da tutta una serie di servizi di uso quotidiano, danneggiando significativamente la sua vita, anche sul piano economico e professionale.

Proprio perché la pena prevista dalle leggi deve essere sempre proporzionata al crimine commesso, il "metodo Sarkozy" risulta eccessivo, illiberale e fondamentalmente lesivo dei diritti personali: per questo motivo, mi augurerei da parte del Comitato una chiara presa di posizione contro di esso.

In caso contrario, l'Italia si avvierebbe verso l'ennesima figuraccia internazionale, viste le inevitabili bocciature in sedi europee e in eventuali ricorsi presso i tribunali internazionali dei diritti umani...



Veramente un intervento illuminato.
I produttori e gli intermediari di contenuti multimediali italiani non si farebbero alcuno scrupolo nel togliere uno dei diritti fondamentali della persona, come quello di essere collegata col mondo, pur di salvare il dividendo a fine anno.
Occorre equilibrio e buon senso e sopratutto occorre che qualcuno si renda conto che i tempi e le tecnologie cambiano e chi non si adatta verra' tagliato fuori.

Mi riferisco all'esempio del piu' grande giornale del mondo, il New York Times, che e' in difficolta' data la concorrenza della rete.

Poi, secondo me , la difesa dei diritti degli autori e' solo una scusa di che vede gli imperi delle TV tremare per la concorrenza della rete e delle pay-tv di qualita', per cercare di prolungare il suo predominio mediatico: forse riuscira' solo ad allungarne l'agonia, come questo governo sembra che stia specializzandosi a fare in tutti i sensi.
PaoloIT
#6 Inviato : Thursday, January 29, 2009 1:07:03 PM
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La privazione o la limitazione dell'accesso oltre che insostenibile e improponibile è, altresì, non di così immediata applicazione.
Vi sono delle cose che i "non addetti ai lavori" ignorano o fingono di ignorare.
Parliamo, ad esempio, dell'indirizzo IP.
Partirei anche dal presupposto (spero ancora valido) che l'onere della prova spetti all'accusa.

Un indirizzo IP identifica un NODO, non una persona, diciamo, per correttezza e pignuoleria che nel modello ISO/OSI identifica un layer di levollo 3 (Network Layer): un hardware come un router od una scheda di rete.

Un'ammenda o una punizione deve poter essere comminata a colui cui viene contestato ed ascritto un reato o un'infrazione.

Identificando l'indirizzo IP dell'hardware dal quale viene commessa la violazione non si risale ad una persona fisica.

Attualmente un sistema simile e del tutto difforme da ogni principio di legalità è quello dell'obbligo della segnalazione del conducente da parte di chi riceve una multa per infrazione.
Il legislatore piuttosto che porsi il problema lo aggira in maniera irrispettosa: l'onere della prova spetta alla difesa!

Non solo mi dissocio da questo pensiero, ma mi impegno personalmente a combatterlo sensibilizzando quanti più possibile a questo problema.

Si assiste, purtroppo, ad una depersonalizzazione dell'individuo seguita da una disumanizzazione delle normative.

Ben vengano iniziative come questa per dar voce a tutti, ma non facciamo che le voci rimangano inascoltate.
Lpinotti
#7 Inviato : Thursday, January 29, 2009 1:56:29 PM
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PaoloIT ha scritto:
La privazione o la limitazione dell'accesso oltre che insostenibile e improponibile è, altresì, non di così immediata applicazione.
Vi sono delle cose che i "non addetti ai lavori" ignorano o fingono di ignorare.
Parliamo, ad esempio, dell'indirizzo IP.


Il responsabile è, per legge, l'intestatario della connessione. Gli ISP sanno benissimo a chi appartine un IP, anche quelli dinamici perché sono obbligati a tenere le registrazioni.

Il problema non è tanto tecnico quanto giuridico. Non si può togliere una connessione sia perché probabilmente serve anche per lavorare, ma anche perché oggi lo Stato ti chiede una connessione per pagare le tasse e per adempimenti vari.
Purtroppo il Italia il diritto funziona a modo suo. Porto l'esempio di molto tempo fa (quando non c'era Internet): un titolare di BBS fu "sospettato" di detenere software pirata (fu assolto perché il fatto non sussisteva) e la GdF gli sequestrò tutti i PC che aveva in ufficio, compresi quelli con i dati contabili. Così rischiò di essere pesantemente multato per non aver assolto agli oblighi fiscali. Ma al magistrato interessava trovare "l'AutoCAD pirata", non che pagasse le tasse per tempo.
Klod
#8 Inviato : Thursday, January 29, 2009 2:01:02 PM
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Quoto quanto già detto un po' da tutti, disconnettere il collegamento ad Internet in una nazione democratica è insostenibile sia perché si darebbe ai provider il potere di poliziotti, giudici e giuria senza possibilità di appello, sia perché Internet è un servizio ed anche una risorsa che lo stesso Stato ha interesse ad incentivare, basti pensare alla spinta per introdurre l'informatica e Internet nelle scuole e la sempre maggiore informatizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Edmond
#9 Inviato : Thursday, January 29, 2009 2:14:49 PM
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vbertola ha scritto:
Vorrei aprire una seconda discussione sul cosiddetto "metodo Sarkozy", ipotizzato anche nella proposta della SIAE circolata in questi giorni, ossia il prevedere per legge la disconnessione da Internet degli utenti che abbiano ripetutamente scaricato illegalmente musica o film.

Lascerei perdere per un attimo sia gli aspetti politici (si tratta di una proposta già bocciata dal Parlamento Europeo, e non si capisce quindi come la si possa riproporre) che quelli legali; vorrei fare soltanto una considerazione.

E' universalmente riconosciuto - specie in sedi internazionali come i forum delle Nazioni Unite - che Internet, almeno nel mondo sviluppato, è ormai il principale mezzo per l'esercizio di alcuni diritti fondamentali dell'individuo che sono alla base della democrazia, come la libera espressione, la libera informazione, l'autoeducazione, nonché uno strumento fondamentale di socializzazione e di espressione della personalità umana. Le stesse pubbliche amministrazioni stanno sempre più spostando i propri servizi al cittadino sulla rete, così come molte aziende private; sempre più persone lavorano, anche da casa, con il proprio accesso a Internet.

A fronte di questo, appare del tutto insostenibile l'idea di negare l'accesso a Internet - e quindi ridurre notevolmente l'esercizio dei diritti civili sopra esposti - semplicemente a seguito della lesione di interessi economici privati; una lesione che, per quanto grave, non può certo essere messa sullo stesso piano dei diritti umani fondamentali. Inoltre, senza Internet la persona sarebbe esclusa da tutta una serie di servizi di uso quotidiano, danneggiando significativamente la sua vita, anche sul piano economico e professionale.

Proprio perché la pena prevista dalle leggi deve essere sempre proporzionata al crimine commesso, il "metodo Sarkozy" risulta eccessivo, illiberale e fondamentalmente lesivo dei diritti personali: per questo motivo, mi augurerei da parte del Comitato una chiara presa di posizione contro di esso.

In caso contrario, l'Italia si avvierebbe verso l'ennesima figuraccia internazionale, viste le inevitabili bocciature in sedi europee e in eventuali ricorsi presso i tribunali internazionali dei diritti umani...


Il metodo Sarkozy va benissimo in quanto e sufficiente tenere un comportamento legale per non incorrere in nessuna sanzione e godere a pieno della rete.
quindi non vi e' nessun problema.
si potra' utilizzare tutto, anche condividere materiale non protetto con l'unica differenza che se si vorra' acquistare materiale protetto dal diritto d'autore lo si dovra' acquistare sulla rete; null'altro cambiera'.
personalmente creeo che si ci dovrebbe comportare in modo adeguato indipendentemente dalla minaccia di una disconnessione ma la societa' insegna che non e' possibile.
fa parte del normale senso civico raccogliere le feci del proprio cane ma e' stata necessaria una legge che prevedesse un verbale per farsi' che si riducesse la quantita' di escrementi nei parchi e giardini pubblici.
PaoloIT
#10 Inviato : Thursday, January 29, 2009 2:56:04 PM
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Lpinotti ha scritto:
Il responsabile è, per legge, l'intestatario della connessione. Gli ISP sanno benissimo a chi appartine un IP, anche quelli dinamici perché sono obbligati a tenere le registrazioni.

Ed è proprio a livello giuridico ad esser presente un vizio: secondo la normativa attuale il titolare della connessione è responsabile.
Ciò solleva l'accusa dall'onere della prova.
A mio parere è un vizio della normativa.

In aggiunta a ciò: come "intercettare" l'illecito senza violare il diritto alla privacy e soprattutto senza lasciare alcuno spazio ad eventuali abusi?
Lpinotti
#11 Inviato : Thursday, January 29, 2009 3:57:40 PM
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PaoloIT ha scritto:
Ciò solleva l'accusa dall'onere della prova.
A mio parere è un vizio della normativa.

In aggiunta a ciò: come "intercettare" l'illecito senza violare il diritto alla privacy e soprattutto senza lasciare alcuno spazio ad eventuali abusi?


Penso facciano come farebbe chiunque e come hanno fatto in passato. Utilizzano un programma di file sharing, cercano un titolo, trovano chi lo condivide, l'IP è visibile, si fanno dare un mandato da un giudice e risalgono al titolare.
Il problema è farlo su 2 miliardi di file condivisi e centinaia di migliaia di utenti delle diverse reti p2p.
Quale giudice autorizzerebbe un mandato di perquisizione per una canzone della Pausini?
In effetti lo fanno solo per quelli che considerano "grandi condivisori", persone che hanno 1000 o 2000 brani musicali condivisi o decine di film recenti.
PaoloIT
#12 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:06:56 PM
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E i proxy anonimi?
Magari russi o cinesi?
Lpinotti
#13 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:15:36 PM
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PaoloIT ha scritto:
E i proxy anonimi?
Magari russi o cinesi?


Accidenti. Mi trovo impreparato.
I proxy anonimi funzionano anche per protocolli diversi dall'80?

Se è così il legislatore non potrebbe far altro che proporre pene simbolicamente elevate e cercare realisticamente di spingere i detentori dei diritti verso piattaforme legali appetibili.
PaoloIT
#14 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:20:23 PM
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Lpinotti ha scritto:

Penso facciano come farebbe chiunque e come hanno fatto in passato. Utilizzano un programma di file sharing, cercano un titolo, trovano chi lo condivide, l'IP è visibile, si fanno dare un mandato da un giudice e risalgono al titolare.
Il problema è farlo su 2 miliardi di file condivisi e centinaia di migliaia di utenti delle diverse reti p2p.
Quale giudice autorizzerebbe un mandato di perquisizione per una canzone della Pausini?
In effetti lo fanno solo per quelli che considerano "grandi condivisori", persone che hanno 1000 o 2000 brani musicali condivisi o decine di film recenti.

Qui si sollevano altri problemi tecnici.
In primis chi condivide può utilizzare un Proxy anonimo come detto poc'anzi.
Ma non va neanche sottovalutato il fatto che in tal modo è possibile solo individuare chi condivide e non chi scarica (anche se nelle reti ed2k e Torrent chi scarica condivide sempre ciò che sta scaricando).
Consideriamo l'onere della prova: il corpo del reato.
Il file deve essere presente nell'host di destinazione e tale presenza va provata.
Per individuare tale file vi sono due modi:
- fare da "fornitore" e tracciare le transizioni (ovvero condividere il materiale che la "vittima" sta scaricando)
- sequestrare l'hardware.

Parto dalla seconda: sapete quanto costerebbe un'ordinanza, un sequestro ed un'indagine?
Per la prima: se l'organo di controllo condivide il file si rende reo egli stesso del reato che perseguita o, quantomeno, del reato di istigazione al crimine.
PaoloIT
#15 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:23:58 PM
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Vi sono Proxy che reindirizzano tutto il traffico, ma molti Proxy che utilizzano anche solo la porta 80 possono essere utilizzati anche con eMule.
mdaniele
#16 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:50:11 PM
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Edmond ha scritto:

Il metodo Sarkozy va benissimo in quanto e sufficiente tenere un comportamento legale per non incorrere in nessuna sanzione e godere a pieno della rete.
quindi non vi e' nessun problema.


Questo è in genere sempre vero, ma è altresì vero che la pena dev'essere sempre commisurata al delitto da punire.

Così come è possibile privare della libertà (diritto fondamentale) un essere umano colpevole di un reato, fino al limite di togliergliela per sempre, può anche essere possibile, in virtù di un provvedimento con forza di legge, privare il medesimo individuo del diritto di comunicare. Il problema è se una privazione del genere sia commisurata al reato che si vuol punire.

La mia opinione è che no, non è commisurata.

Stiamo infatti parlando di mancati introiti del tutto teorici, perché nessuno ha mai dimostrato con assoluta certezza, nè potrà mai farlo, che ogni brano o film scaricato illegalmente è un brano o film non acquistato o noleggiato.
Per cui si oppone ad un teorico mancato guadagno di un soggetto privato una limitazione di un diritto fondamentale. Inattuabile: sarebbe come voler imporre al gestore di una bancarella abusiva di non mettere più piede in strada.

Analogamente, minacciare i provider di azioni legali se non impediscono ai loro utenti di praticare comportamenti illegali, non è una misura sostenibile: la pena deve ricadere esclusivamente sul reo e non su altri. In altre parole, mi si perdoni il paragone, non posso arrestare l'amministratore delegato di Autostrade SpA se dei rapinatori hanno usato la A1 (sia pur come servizio a pagamento) per fuggire dopo il colpo, nè posso incolpare chi ha prodotto l'auto che ha permesso la fuga o chi ha fabbricato i passamontagna.


lb
#17 Inviato : Thursday, January 29, 2009 4:52:12 PM
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PaoloIT ha scritto:

Il file deve essere presente nell'host di destinazione e tale presenza va provata.
Per individuare tale file vi sono due modi:
- fare da "fornitore" e tracciare le transizioni (ovvero condividere il materiale che la "vittima" sta scaricando)
- sequestrare l'hardware.

Parto dalla seconda: sapete quanto costerebbe un'ordinanza, un sequestro ed un'indagine?
Per la prima: se l'organo di controllo condivide il file si rende reo egli stesso del reato che perseguita o, quantomeno, del reato di istigazione al crimine.


No, la prima possibilità permetterebbe di individuare solo un numero di IP colpevole, non la persona che condivide/scarica.
Dietro a quell'IP potrebbe esserci chiunque. Chi ha firmato il contratto col provider può sì essere ritenuto responsabile in generale, ma con la dovuta accortezza perché nell'informatica le cose sono immateriali:
-se mi rubano l'auto per fare una rapina io so che me l'hanno rubata giacché non la trovo nel parcheggio, per cui faccio denuncia e non vado in galera per la rapina.
-se mi 'rubano' la connessione internet a me intestata (e in informatica ci sono decine di metodi per farlo), io non ho alcun modo per accorgemene visto che continuo a navigare senza problemi, quindi non posso neppure fare la denuncia.
E' impensabile che una persona comune, solo perché intestatario di un abbonamento, debba diventare magicamente più abile degli hacker di mezzo mondo per difendere la propria connessione.

L'unica verifica possibile che non crei un numero insostenibile di falsi positivi è sequestrare l'hardware.
Come dici tu però, è impraticabile sui grandi numeri.



Lpinotti
#18 Inviato : Thursday, January 29, 2009 5:00:16 PM
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mdaniele ha scritto:
Analogamente, minacciare i provider di azioni legali se non impediscono ai loro utenti di praticare comportamenti illegali, non è una misura sostenibile: la pena deve ricadere esclusivamente sul reo e non su altri. In altre parole, mi si perdoni il paragone, non posso arrestare l'amministratore delegato di Autostrade SpA se dei rapinatori hanno usato la A1 (sia pur come servizio a pagamento) per fuggire dopo il colpo, nè posso incolpare chi ha prodotto l'auto che ha permesso la fuga o chi ha fabbricato i passamontagna.


Questa è carina e molto calzante.

Faccio un esempio: negli USA il divieto ad usare computer e/o reti e una pena comminata a chi si macchia di reati come il furto di dati o l'intrusione in sistemi informativi altrui, non certo per chi scarica canzonette (pur rimanendo un reato federale).

PaoloIT
#19 Inviato : Thursday, January 29, 2009 5:18:14 PM
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Lpinotti ha scritto:
mdaniele ha scritto:
Analogamente, minacciare i provider di azioni legali se non impediscono ai loro utenti di praticare comportamenti illegali, non è una misura sostenibile: la pena deve ricadere esclusivamente sul reo e non su altri. In altre parole, mi si perdoni il paragone, non posso arrestare l'amministratore delegato di Autostrade SpA se dei rapinatori hanno usato la A1 (sia pur come servizio a pagamento) per fuggire dopo il colpo, nè posso incolpare chi ha prodotto l'auto che ha permesso la fuga o chi ha fabbricato i passamontagna.


Questa è carina e molto calzante.

Faccio un esempio: negli USA il divieto ad usare computer e/o reti e una pena comminata a chi si macchia di reati come il furto di dati o l'intrusione in sistemi informativi altrui, non certo per chi scarica canzonette (pur rimanendo un reato federale).


Appunto :D
Edmond
#20 Inviato : Friday, January 30, 2009 1:00:34 AM
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mdaniele ha scritto:
Edmond ha scritto:

Il metodo Sarkozy va benissimo in quanto e sufficiente tenere un comportamento legale per non incorrere in nessuna sanzione e godere a pieno della rete.
quindi non vi e' nessun problema.


Questo è in genere sempre vero, ma è altresì vero che la pena dev'essere sempre commisurata al delitto da punire.

Così come è possibile privare della libertà (diritto fondamentale) un essere umano colpevole di un reato, fino al limite di togliergliela per sempre, può anche essere possibile, in virtù di un provvedimento con forza di legge, privare il medesimo individuo del diritto di comunicare. Il problema è se una privazione del genere sia commisurata al reato che si vuol punire.

La mia opinione è che no, non è commisurata.

Stiamo infatti parlando di mancati introiti del tutto teorici, perché nessuno ha mai dimostrato con assoluta certezza, nè potrà mai farlo, che ogni brano o film scaricato illegalmente è un brano o film non acquistato o noleggiato.
Per cui si oppone ad un teorico mancato guadagno di un soggetto privato una limitazione di un diritto fondamentale. Inattuabile: sarebbe come voler imporre al gestore di una bancarella abusiva di non mettere più piede in strada.

Analogamente, minacciare i provider di azioni legali se non impediscono ai loro utenti di praticare comportamenti illegali, non è una misura sostenibile: la pena deve ricadere esclusivamente sul reo e non su altri. In altre parole, mi si perdoni il paragone, non posso arrestare l'amministratore delegato di Autostrade SpA se dei rapinatori hanno usato la A1 (sia pur come servizio a pagamento) per fuggire dopo il colpo, nè posso incolpare chi ha prodotto l'auto che ha permesso la fuga o chi ha fabbricato i passamontagna.




personalmente credo che il possibile distacco dalla rete sia commisurato;
se si pensa che rubando una mela dal verduraio potremmo secondo il codice penale incorrere in una pena fino a 3 anni di reclusione , nel caso della politica francese prima ti avvisano poi staccano per un breve periodo e se il comportamento illecito persiste ti staccano definitivamente e ti inseriscono nella black list senza nessuna sanzione pecuniaria o penale.
sul minacciare i provider sono d'accordo non e' il caso e non e' nemmeno necessario.
credo la legge istituirebbe una procedura ed un organo competente come cyber polizia,individuerebbe alla supervisione un organo giurisdizionale a garanzia , i provider servirebbero solo se interpellati, un po' come la polizia che chiede i dati delle targhe alla motorizzazione , nulla piu'.
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