Presidenza del Consiglio dei Ministri - Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale (ex DPCM di istituzione del comitato)
Benvenuto, Ospite Topic attivi | Log In | Registrati

Nella civilissima Svezia grazie ad Ipredator...... Opzioni
andrew.b
#1 Inviato : Friday, January 22, 2010 12:17:50 PM
Rank: Utente

Gruppi: Utenti registrati

Iscritto: 1/28/2009
Messaggi: 864
Dedicato a tutti quelli che non hanno mai creduto a quanto il sottoscritto ed altri utenti affermavano circa i servizi di VPN... e la fonte è il corriere.it...

Citazione:

MILANO – Dopo 5 mesi di prova apre al pubblico Ipredator , l'ultima trovata dei creatori di The Pirate Bay, il popolare sito svedese condannato in primo grado dalla giustizia del suo Paese con l'accusa di favorire la condivisione di file illegali. Ma a differenza della “baia dei pirati”, il nuovo servizio non offre link a video, canzoni o file di altro tipo; si limita invece a garantire qualcosa che potrebbe rendere lo scambio di questi materiali su Internet molto più facile: l'anonimato dell'utente. Ai navigatori basterà pagare 5 euro al mese per esplorare la rete al riparo da occhi indiscreti.

RISPOSTA ALLA DIRETTIVA – Lo scopo dichiarato di Ipredator è quello di contrastare le recenti leggi svedesi che rendono più difficile per gli utenti scaricare file online. Lanciato in una versione di prova nel luglio scorso, il servizio è infatti un'esplicita risposta all'entrata in vigore in Svezia della direttiva europea sulla proprietà intellettuale del 2004, IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive). Promulgata in primavera, la legge svedese che recepisce la direttiva permette ai detentori dei diritti d'autore di rivolgersi ai fornitori di accesso alla rete per ottenere dettagli sugli utenti sospettati di attività che violano la normativa sul copyright.

LO SCUDO E LA SPADA – L'impiego di questo servizio, complice la popolarità dei “pirati” scandinavi, potrebbe estendersi in tutti quegli stati che progettano di introdurre misure più dure per punire il download illegale di materiale digitale. Sono parecchi infatti i Paesi che, dietro pressione delle etichette musicali e cinematografiche, hanno varato o stanno studiando leggi che inaspriscono le pene e aumentano i controlli sull'attività online dei propri cittadini. Il caso più noto è quello della Francia che ha da poco varato la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi. Il provvedimento prevede che gli utenti che per tre volte siano stati scoperti a scaricare materiali coperti da copyright debbano comparire davanti a un giudice che potrà decidere se applicare una multa o imporre la disconnessione dell'utente titolare dell'abbonamento a Internet.

SOLUZIONI RISERVATE – Di fronte a queste norme giudicate intrusive, gli utenti, almeno quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico, non stanno a guardare e l'anonimato è una delle strade più battute. In Svezia, che con il 32,5 % vanta una penetrazione della banda larga tra le più alte d'Europa, il ricorso ai servizi di anonimizzazione, è in aumento. Secondo una recente ricerca sarebbero 130 mila i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che ricorrono a simili soluzioni (il 10 % del totale dei giovani). Il rischio, sottolineato da attenti osservatori della rete come Stefano Quintarelli, è dunque che norme come quelle svedesi o francesi possano favorire comportamenti ancora più illeciti di quelli che vogliono combattere. «Con leggi come queste – spiega al Corriere della sera.it - c'è la possibilità che l'occultamento dell'identità in rete diventi una pratica molto diffusa con tutti i problemi che questo comporta. Perché dietro il riparo di sistemi di anonimizzazione si possono svolgere attività socialmente molto più pericolose che scaricare musica o film, come per altro già denunciato dalle forze di sicurezza inglesi».

RETI PRIVATE – Sotto l'aspetto tecnico, almeno per ora, Ipredator non aggiunge niente di nuovo a quello che già esiste. Di fatto è ciò che in gergo si definisce una Virtual private network che garantisce la riservatezza di chi naviga intervenendo sull'indirizzo IP dell'utente, il numero che il fornitore associa ad una connessione, e dunque permette di tracciare le attività effettuate da un determinato dispositivo. Ipredator sostituisce questo indirizzo IP, slegando così l'azione del navigatore dal service provider di riferimento. Inoltre i creatori del servizio garantiscono che il sistema non archivia alcun dato relativo al traffico dell'utente.


Inutile affermare che quando si legifera nell'ignoranza della materia è ancora più semplice la via per aggirare leggi inopportune ed inutili.... sarebbe interessante adesso capire, alla luce di questa notizia, se il p2p incide in maniera uguale, minore o superiore rispetto al dopo entrata in vigore di IPRED che sembrava la panacea a tutti i mali.
Sau
#2 Inviato : Wednesday, January 27, 2010 8:34:52 PM
Rank: Utente
Gruppi: Utenti registrati

Iscritto: 10/26/2009
Messaggi: 11
Località: Roma
Domanda tecnica:
Occhi troppo invadenti non potrebbero comunque decriptare i dati trasmessi e risalire all'ip originario? In fondo la privacy degli utenti è già fin troppo violata
andrew.b
#3 Inviato : Friday, January 29, 2010 10:49:48 PM
Rank: Utente

Gruppi: Utenti registrati

Iscritto: 1/28/2009
Messaggi: 864
Risposta tecnica: Sicuramente si possono bucare anche le vpn ma ad oggi nessuno ha dichiarato di essere riuscito a bucare neanche una vpn pptp che è in teoria il protocollo più vulnerabile

Non avendo voglia di scrivere tutto se vuoi una spiegazione tecnica ti rimando al link di wikipedia dove puoi dare un'occhiata a cosa sono ed a come lavorano le vpn.

http://it.wikipedia.org/.../Virtual_Private_Network
Forum Jump  
Tu NON puoi inviare nuovi topic in questo forum.
Tu NON puoi rispondere ai topic in questo forum.
Tu NON puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum.
Tu NON puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum.
Tu NON puoi creare sondaggi in questo forum.
Tu NON puoi votare nei sondaggi di questo forum.