[quote] La Corte costituzionale federale tedesca ha sentenziato che la legge sull’archiviazione di massa di dati telefonici e di navigazione su Internet, conseguenza dell’implementazione della Direttiva Data Retention (2006/24/CE), non è ricevibile. Essa viola la segretezza delle comunicazioni, archivia dati sensibili in mancanza di parametri di sicurezza per i cittadini ed è carente di informazioni precise in merito a come i dati verranno utilizzati. La legge deve essere pertanto immediatamente eliminata.
Secondo la legge, dal 2008 i dati delle connessioni da telefono fisso, posta elettronica, navigazione web e utilizzo di Internet e i dati relativi all’ubicazione della telefonia mobile devono essere conservati per sei mesi e mantenuti disponibili in caso di richiesta dell’autorità giudiziaria. AK Vorrat, organizzazione che peraltro si è dimostrata di grande valore all’interno della coalizione europea con ScambioEtico anche durante tutte le fasi del processo legislativo del Telecoms Package, aveva fatto partire un contenzioso, giunto fino alla Corte Costituzionale, dopo aver raccolto 35.000 firme con una petizione online che richiedeva la revisione della legge.
Dopo un lungo iter fatto di confronti pubblici con il governo federale tedesco, si era giunti all’inizio di quest’anno alla sentenza di una corte ordinaria che ordinava la sospensione dell’applicazione della legge e ammetteva i dubbi di costituzionalità, rimettendo la decisione nelle mani della Corte Costituzionale federale, secondo la quale le conseguenze della legge sono “molto gravi per la segretezza delle telecomunicazioni,” perché questi dati sono sufficienti per profilazioni marketing, politiche, gusti personali ecc., e per il tracciamento dei movimenti geografici dei cittadini. La Corte Costituzionale ha anche sottolineato il rischio di abuso: affidare a degli attori privati dati così importanti non può essere fatto in presenza di così deboli garanzie di sicurezza.
La Corte costituzionale tedesca non ha messo in discussione la ricevibilità in linea di principio della direttiva europea, ma il modo in cui essa è stata implementata in Germania; tuttavia è evidente che questa decisione tende a rafforzare la linea di quei Paesi Membri che finora si sono rifiutati di implementare la direttiva Data Retention (Svezia e Romania) o lo hanno fatto in maniera parziale (Bulgaria) per motivi di incostituzionalità e violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.
AK Vorrat ha ora richiesto che l’applicazione della direttiva cessi in tutta Europa.
Yanfry, attivista che collabora spesso con ScambioEtico, sta da tempo compilando un interessante dossier relativo alla direttiva e alla sua implementazione in Europa e in Italia, per valutare potenziali problemi di trasposizione, costituzionalità e compatibilità con l’art. 8 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, disponibile nel wiki del cluster WeRebuild (un “cluster caotico di attivisti europei e non”):
http://werebuild.eu/wiki...ata_retention_in_italia[/quote]
Che dire? un sincero augurio che l'Italia riveda la sua direttiva......