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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 3 Località: Roma
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Si riporta qui di seguito il testo della lettera aperta indirizzata al Prof. Mauro Masi dagli enti, le associazioni e gli enti firmatari. Chi lo ritiene può manifestare la propria volontà di aderirvi con un post di risposta e l’indicazione del proprio nome, cognome (o nick) e, eventualmente, l’indicazione dell’affiliazione. Non serve sottolineare che chi ritenesse di manifestare dissenso rispetto al contenuto della comunicazione può procedere con analoghe modalità.
“ Citazione: Egregio Internet, 2 febbraio 2009 Prof. Mauro Masi Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Roma Egregio Professore, il mondo della cultura digitale italiana negli ultimi mesi ha assistito da spettatore all’istituzione prima e all’insediamento poi del comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale da Lei coordinato, apprendendo, peraltro, della Sua intenzione di concludere i lavori di tale Comitato entro sessanta giorni. La brevità di tale intervallo di tempo in relazione alla complessità delle questioni sottese alla regolamentazione della materia nella quale il Suo Comitato è chiamato ad elaborare proposte e soluzioni costituisce, come comprenderà, un elemento di grande preoccupazione per le associazioni di categoria, gli addetti ai lavori ed i consumatori ed utenti di contenuti culturali digitali. Infatti, come riteniamo Le sia noto, il tema della pirateria digitale e multimediale costituisce solo un aspetto – rectius una patologia – della più ampia materia relativa alla circolazione dei prodotti culturali in formato digitale, alla loro accessibilità per via telematica ed alla necessaria attività di promozione della creatività e, più in generale, dello sviluppo culturale del Paese cui Governo ed Istituzioni non possono sottrarsi. Una regolamentazione utile ed efficace di tale materia ha, a nostro avviso, per presupposti indefettibili, studi ed analisi – indipendenti e con metodo scientifico - circa le cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze dell’adozione di eventuali misure sanzionatorie e di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale anche in relazione all’Ordinamento europeo ed ai trattati e accordi internazionali cui il nostro Paese ha aderito. E’ a tutti evidente l’inidoneità dell’attuale quadro normativo – non solo in materia di diritto d’autore – a disciplinare il fenomeno della circolazione dei contenuti digitali in ambito telematico così come, di conseguenza, l’esigenza di procedere a delineare un contesto legislativo idoneo a tutelare i diritti e gli interessi dei creatori di opere dell’ingegno fruibili in formato digitale e, ad un tempo, quelli degli utenti e fruitori delle medesime opere che, peraltro, le nuove tecnologie abilitano a trasformarsi, essi stessi, in autori e creatori di ulteriori opere attraverso un virtuoso processo di moltiplicazione del patrimonio culturale globale. Tale situazione, tuttavia, non può e non deve spingere il Parlamento ed il Governo a commettere – come già accaduto in passato – l’errore di varare nuove misure antipirateria esclusivamente in una logica di emergenza e senza un’analisi preventiva basata sull’impatto della norma sullo sviluppo del mercato e, in generale, sulla società. Il contrasto alle diverse forme di illecita messa a disposizione di contenuti nelle reti digitali necessita di risposte equilibrate e basate anche sulla contestuale adozione di incentivi e misure di ampio spettro per favorire la creazione di un’offerta legale di contenuti digitali secondo modelli trasparenti e flessibili, offerta che rappresenta uno dei più efficaci strumenti per disincentivare l’accesso ai contenuti senza il consenso dei titolari dei diritti. In questa prospettiva soluzioni e principi enucleati nel disegno di legge pubblicato in Rete nei giorni scorsi ed attribuito alla SIAE - che ne ha, tuttavia, poi smentito la paternità - non risultano condivisibili ed appaiono insuscettibili di garantire in modo efficace lo sviluppo e la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, risultando, al contrario, idonee ad ostacolarla. Alla luce di tali considerazioni, i firmatari della presente, Le chiedono: (a) di voler rappresentare al Governo l’esigenza di modificare tempi e modalità di lavoro del Comitato tecnico antipirateria trasformandolo in un tavolo aperto sul più generale tema della circolazione dei prodotti culturali digitali per via telematica; (b) di invitare a partecipare a tale tavolo, per l’intera durata dei lavori, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori, il mondo dell’impresa, gli addetti ai lavori ed esperti della materia; (c) di commissionare ad enti ed istituti di ricerca super partes i citati studi sulle cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze che eventuali misure di enforcement potrebbero produrre sul terreno, ad esempio, della libertà di manifestazione del pensiero a mezzo Internet o, piuttosto, dell’esercizio, da parte dei cittadini, dei propri fondamentali diritti civili e politici per via telematica; (d) di coinvolgere nel processo di studio ed elaborazione di possibili soluzioni normative gli esperti che hanno sin qui presieduto il comitato permanente per il diritto d’autore nonché l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e quella Garante per la privacy ed il trattamento dei dati personali; (e) di pubblicare su piattaforma aperta tutti i documenti prodotti nel corso dei lavori del comitato, dando così opportuna trasparenza alla sua attività che concerne una materia di ampio interesse per cittadini ed imprese. E’ ferma convinzione dei firmatari della presente che, solo per questa via, il Governo, il Parlamento e le Istituzioni tutte possano dimostrare di avere effettivamente compreso che la Cultura – soprattutto nella Società dell’informazione – costituisce il più prezioso tra i beni comuni e che, pertanto, la sua promozione e la circolazione dei prodotti culturali costituiscono diritti insopprimibili dei cittadini. Distinti saluti,
Giorgio Sebastiano - Mauro Vergari - Adiconsum Paolo Nuti - AIIP Marco Pierani - Altroconsumo Michele Ficara Manganelli - Assodigitale Dino Bortolotto - Assoprovider Leonardo Chiariglione - Stefano Quintarelli - Dmin.it Enzo Mazza - FIMI Marco Pancini - Google Italia Stefano Trumpy - Isoc Italia Guido Scorza - Istituto per le politiche dell’innovazione Roberto Scano - IWA ITALY - International Webmasters Association Italia Juan Carlos de Martin -Centro NEXA su Internet & Società - Politecnico di Torino Pier Luigi Dal Pino - Microsoft Vittorio Bertola - NNSquad Italia ”.
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 20 Località: Torino
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Io ho già aderito a nome di NNSquad Italia, il ramo italiano della campagna internazionale a difesa della neutralità della rete e contro le intromissioni degli Internet provider nel traffico dei loro clienti (ipotesi ventilata anche in questo ambito).
Preciso soltanto che i miei interventi nel resto del forum, come desumibile dal fatto che sono sempre firmati soltanto da me, vanno intesi a titolo personale.
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Iscritto: 2/2/2009 Messaggi: 2 Località: roma
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Mi sembra una ottima iniziativa ed è anche ragionevole che su una materia tanto complessa ed integrata, ci siano : a) tempi certi ma sostenibili b) un allargamento della expertise e una diretta partecipazione degli stakeholders ed anche una partecipazione degli utenti c) dati di partenza certi sull'impatto economico e sociale di origine independente e condivisi Mi sono permesso in tal senso di postare un commento al prof Masi anche a proposito del suo chiarimento di oggi , che respinge ogni partenità del progetto Massimo Micucci
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 37
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ottima iniziativa in cui si rileva chiaramente che c'è la volontà delle principali parti in causa di voler giungere a una soluzione attraverso una mediazione degli interessi in gioco e che evidentemente non può essere ignorata dal governo.
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Iscritto: 1/29/2009 Messaggi: 40
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guidoscorza ha scritto: Si riporta qui di seguito il testo della lettera aperta indirizzata al Prof. Mauro Masi dagli enti, le associazioni e gli enti firmatari. Chi lo ritiene può manifestare la propria volontà di aderirvi con un post di risposta e l’indicazione del proprio nome, cognome (o nick) e, eventualmente, l’indicazione dell’affiliazione. Non serve sottolineare che chi ritenesse di manifestare dissenso rispetto al contenuto della comunicazione può procedere con analoghe modalità.
“[size=6][color=darkblue][color=blue][quote] [i]Egregio Internet, 2 febbraio 2009 Prof. Mauro Masi Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Roma Infatti, come riteniamo Le sia noto, il tema della pirateria digitale e multimediale costituisce solo un aspetto – rectius una patologia – della più ampia materia relativa alla circolazione dei prodotti culturali in formato digitale, alla loro accessibilità per via telematica ed alla necessaria attività di promozione della creatività e, più in generale, dello sviluppo culturale del Paese cui Governo ed Istituzioni non possono sottrarsi.
credo che nel comitato si parli piu' che altro Pirateria e quindi del modo in cui reprimerla per portare finalmente la rete ad essere un ambiente civile e legale come dovrebbe essere, dopo questo lungo periodo di anarchia. la cultura resta libera ,ognuno potra' tranquillamente navigare,chattare leggere la posta fare tutto quello che si desidera. credo che comunque questo comitato nasca per riportare la legalita' , ne potra' nascera' successivamente un altro per stabilire come incentivare nuovi servizi su internet ma credo che questo riguardi principalmente imprenditori e nuovi investitori del settore. guidoscorza ha scritto: E’ a tutti evidente l’inidoneità dell’attuale quadro normativo – non solo in materia di diritto d’autore – a disciplinare il fenomeno della circolazione dei contenuti digitali in ambito telematico così come, di conseguenza, l’esigenza di procedere a delineare un contesto legislativo idoneo a tutelare i diritti e gli interessi dei creatori di opere dell’ingegno fruibili in formato digitale e, ad un tempo, quelli degli utenti e fruitori delle medesime opere che, peraltro, le nuove tecnologie abilitano a trasformarsi, essi stessi, in autori e creatori di ulteriori opere attraverso un virtuoso processo di moltiplicazione del patrimonio culturale globale.
beh certo sara' come andare al supermercato si sceglie i prodotti si va alla cassa e si paga. non c'e' da pensarci poi cosi' tanto. dopo una riforma forte nasceranno oltre a quelli gia' presenti diverse possibilita' di fruizione di prodotti audio video e con una semplice carta ricaricabile bancaria e postale sara' semplicissimo ottenere direttamente a casa propria tutto quello che si desidera.sara' davvero comodo. guidoscorza ha scritto: Il contrasto alle diverse forme di illecita messa a disposizione di contenuti nelle reti digitali necessita di risposte equilibrate e basate anche sulla contestuale adozione di incentivi e misure di ampio spettro per favorire la creazione di un’offerta legale di contenuti digitali secondo modelli trasparenti e flessibili, offerta che rappresenta uno dei più efficaci strumenti per disincentivare l’accesso ai contenuti senza il consenso dei titolari dei diritti.
nasceranno da sole una volta che la legalita' verra' rispistinata. guidoscorza ha scritto: Alla luce di tali considerazioni, i firmatari della presente, Le chiedono: (a) di voler rappresentare al Governo l’esigenza di modificare tempi e modalità di lavoro del Comitato tecnico antipirateria trasformandolo in un tavolo aperto sul più generale tema della circolazione dei prodotti culturali digitali per via telematica; (b) di invitare a partecipare a tale tavolo, per l’intera durata dei lavori, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori, il mondo dell’impresa, gli addetti ai lavori ed esperti della materia
a l'attesa credo sia gia' stata troppo lunga vi e' altresi' bisogno di un intervento deciso b comprendo la presenza di coloro che subiscono danni dalla dilagante pirateria in modo da meglio individuare le problematiche per il ripristino della legalita', per quanto riguarda i consumatori se intendiamo coloro che hanno stipulato contratti di commessione internet ben non vedo qual'e' la loro rilevanza in quanto con flat da 20 euro hanno risolto qualsiasi problema e poco hanno a che vedere con la pirateria se parliamo di coloro che consumano in rete per i servizi a pagamento che vi sono beh di certo hanno poco a che veder con la pirateria anche loro rimangono solo i rei responsabili della pirateria i responsabili del peer to peer illegale , non vorremmo far sedere anche loro al tavolo contro la pirateria sarebbe davvero paradossale poi come chiedere a chi ruba che ne pensa del reato fi furto; sono certo che non pensava a questa fascia. chi resta allora?
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 32 Località: Savona
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Gentilissimo Guido, mi trova disponibile a sottoscrivere questa lettera. Trovera' tutte le informazioni nel nostro sito: www.assomavi.itCordiali Saluti
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 555
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Edmond ha scritto: credo che nel comitato si parli piu' che altro Pirateria e quindi del modo in cui reprimerla per portare finalmente la rete ad essere un ambiente civile e legale come dovrebbe essere, dopo questo lungo periodo di anarchia. la cultura resta libera ,ognuno potra' tranquillamente navigare,chattare leggere la posta fare tutto quello che si desidera. credo che comunque questo comitato nasca per riportare la legalita' , ne potra' nascera' successivamente un altro per stabilire come incentivare nuovi servizi su internet ma credo che questo riguardi principalmente imprenditori e nuovi investitori del settore.
Appunto. Sarò pessimista, ma senza che il mercato evolva, non vedo una strada percorribile per ridurre sensibilmente la pirateria. A meno che... non si instauri uno stato di polizia dove io vengo premiato se faccio la spia e denuncio tutti quelli che conosco che scaricano (o copiano) e che si facciano perquisizioni a tappeto stile Gestapo o SS. Poi i pirati saranno costretti a girare con un mulo giallo cucito sul cappotto. Magari si cercherà anche una "soluzione finale".
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Iscritto: 2/2/2009 Messaggi: 1 Località: Catanzaro
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Caro Guido per quanto poco possa valere, ha naturalmente la mia adesione personale ma farò naturalmente in modo che il Circolo manifesti analoga adesione e partecipazione.
In questo senso io e gli altri che ben conosci saranno lieri di dare una mano.
Ti abbraccio Fabrizio
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Iscritto: 1/29/2009 Messaggi: 40
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Lpinotti ha scritto:Edmond ha scritto: credo che nel comitato si parli piu' che altro Pirateria e quindi del modo in cui reprimerla per portare finalmente la rete ad essere un ambiente civile e legale come dovrebbe essere, dopo questo lungo periodo di anarchia. la cultura resta libera ,ognuno potra' tranquillamente navigare,chattare leggere la posta fare tutto quello che si desidera. credo che comunque questo comitato nasca per riportare la legalita' , ne potra' nascera' successivamente un altro per stabilire come incentivare nuovi servizi su internet ma credo che questo riguardi principalmente imprenditori e nuovi investitori del settore.
Appunto. Sarò pessimista, ma senza che il mercato evolva, non vedo una strada percorribile per ridurre sensibilmente la pirateria. A meno che... non si instauri uno stato di polizia dove io vengo premiato se faccio la spia e denuncio tutti quelli che conosco che scaricano (o copiano) e che si facciano perquisizioni a tappeto stile Gestapo o SS. Poi i pirati saranno costretti a girare con un mulo giallo cucito sul cappotto. Magari si cercherà anche una "soluzione finale". credo che la proposta francese sia ottima se ben realizzata naturalmente dovra' essere istituito un organo di polizia di rete ed al pari di qualsiasi altra investigazione seguira' le discipline previste per legge che garantisce i diritti del cittadino sotto il punto di vista giurisdizionale. se si pensa che in caso di furto e' previsto il ricorso al fermo ed il reato penale prevede una pena fino a 3 anni di reclusione mi sembra davvero comprensiva una pena che prevede un avviso, un distacco temporaneo e solo successivamente il distacco per un anno o piu' e l'inserimento in una black list. ribadisco se si considera che rubando si puo' arrivare a trascorrere 3 anni in una cella capiamo che il distacco della connessione e' decisamente una sanzione leggera. quindi con un po' di impegno da parte di tutti si puo' ripristinare facilmente una situazione di legalita' che ormai e' necessaria. diversa sarebbe la mia posizione se si prevedesse l'applicazione delle sanzioni previste attualmente dalla legge,allora si che sarebbero guai per molti. ma da qualche parte bisogna incominciare e la legge francese e' sicuramente il miglior punto di partenza. dalla sua applicaziona basta comportarsi in modo legale e non succedera' nulla.
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 6 Località: Isera Trento
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La Associazione Partito Pirata aderisce naturalmente a questa lettera e anzi si rammarica di non essere fra i firmatari, faccio anche presente di aver inviato il [i]"Documento di sintesi della Commissione Gambino"[/i] del 7 dicembre 2007, anche per ricordare che sull'argomento si era già a lungo lavorato trovando una base sulla quale discutere. Athos Gualazzi pres. Associazione di promozione sociale Partito Pirata
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 70 Località: Milano
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Quella che lei chiama legge francese, è aggirabile tranquillamente leggendosi un manualetto. Se vi basta quello per stare tranquilli buon per voi, ma in pochi mesi tutti saprebbero come aggirare la cosa.
E scaricare, per quanto sia riconosciuto dalle legge in qualità di illecito, non è rubare, e solo una mente maliziosa può pensare che la trasmissione bit a bit di un file sia uguale ad un furto con destrezza.
E ricordiamoci inoltre che attualmente in italia il reato non è lo scaricare, ma il condividere (che però nei p2p diventa simmettrico).
Inoltre ricordo che "i corpi di polizia", non sono l'esercito della salvezza, e non lavorano a gratis, ergo hanno un costo. E bisognerebbe investire montagne di denaro pubblico per fare quello che chiedete (ovvero lo stato nazista che intercetta tutte le comunicazioni). Se poi pensate che riescano a monitorare il traffico di rete, con le poche risorse che hanno, direi che la vostra e ben oltre la pia illusione. Non ne beccherebbero neanche lo 0,1%. Preferirei che si concentrassero di più sulle numerosissime truffe digitali che sui ragazzini attaccati al p2p.
Quindi, per favore, prima di fare "proposte di legge", sarebbe bene che si parlasse di rete sapendo di cosa di parla, e non per sentito dire.
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 91 Località: Bra (cn)
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Anche l'Associazione Scambio Etico aderisce al contenuto di questo documento.
Luigi Di Liberto Presidente A.S.E.
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Iscritto: 1/28/2009 Messaggi: 37 Località: Unione Europea
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axj ha scritto:Quella che lei chiama legge francese, è aggirabile tranquillamente leggendosi un manualetto. Se vi basta quello per stare tranquilli buon per voi, ma in pochi mesi tutti saprebbero come aggirare la cosa.
E scaricare, per quanto sia riconosciuto dalle legge in qualità di illecito, non è rubare, e solo una mente maliziosa può pensare che la trasmissione bit a bit di un file sia uguale ad un furto con destrezza.
E ricordiamoci inoltre che attualmente in italia il reato non è lo scaricare, ma il condividere (che però nei p2p diventa simmettrico).
Inoltre ricordo che "i corpi di polizia", non sono l'esercito della salvezza, e non lavorano a gratis, ergo hanno un costo. E bisognerebbe investire montagne di denaro pubblico per fare quello che chiedete (ovvero lo stato nazista che intercetta tutte le comunicazioni). Se poi pensate che riescano a monitorare il traffico di rete, con le poche risorse che hanno, direi che la vostra e ben oltre la pia illusione. Non ne beccherebbero neanche lo 0,1%. Preferirei che si concentrassero di più sulle numerosissime truffe digitali che sui ragazzini attaccati al p2p.
Quindi, per favore, prima di fare "proposte di legge", sarebbe bene che si parlasse di rete sapendo di cosa di parla, e non per sentito dire.
Condivido in pieno. Aggiungerei citando vbertola vbertola ha scritto:Visto che non sembra chiaro a tutti, vorrei ricordare cosa dice la Costituzione Italiana: Citazione:Art. 15.
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. La Costituzione è chiarissima: le mie comunicazioni elettroniche con un altro cittadino sono inviolabili, indipendentemente dal fatto che dentro ci siano i saluti di Natale, la ricetta di una torta, l'ultimo CD di Madonna o le istruzioni per compiere un attentato. L'unica limitazione a questa "libertà e segretezza" può avvenire soltanto per "atto motivato" e soltanto da parte dell'"autorità giudiziaria". In altre parole, soltanto la magistratura può ordinare di intercettare le mie comunicazioni per vedere cosa c'è dentro, soltanto avendo già a monte un motivo valido per sospettare di me, e soltanto mediante un atto specifico (non mediante una generica direttiva "intercettate tutti"). Chiedere a privati di intercettare preventivamente il mio traffico per vedere se uso il peer-to-peer è una palese violazione della Costituzione... quello che si può fare è, nel momento in cui ci fossero comprovate ragioni per pensare che io stia violando la legge sul diritto d'autore, attivare nell'ambito delle indagini una intercettazione elettronica, esattamente come si attivano le intercettazioni telefoniche.
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Iscritto: 1/23/2009 Messaggi: 34 Località: Roma
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Dichiarazione del Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale, prof. Mauro Masi, e del Vice Coordinatore, cons. Salvatore Nastasi
“Il Comitato è impegnato a definire una serie di audizioni di esponenti delle associazioni e delle categorie rilevanti per il tema trattato. Di tutte si darà conto sul Forum che è stato aperto in Rete proprio per far partecipare – come sta già accadendo – tutti coloro che ritengano di avere qualcosa di motivato da dire in argomento. Il Comitato, che ha natura e composizione istituzionale chiaramente definite, sta al contempo elaborando propri studi e approfondimenti tecnico-scientifici: anche di questi sarà dato pubblico conto e chi vorrà potrà commentarli e/o proporne di propri. Non esistono conclusioni precostituite, né limiti temporali cogenti. Né meno che meno intenti censori che sarebbero, oltre che antistorici, tecnicamente poco attuabili nonché di discutibile efficienza. In questo senso è stato chiarissimo il Ministro Bondi alla conferenza stampa di presentazione del Comitato. Ci stiamo chiedendo chi e perché voglia tentare in tutti i modi (anche quelli più goffi e ridicoli, affermando palesemente il falso) di attribuire al Comitato motivazioni che assolutamente non ha.”
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Iscritto: 2/2/2009 Messaggi: 3 Località: ...
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guidoscorza ha scritto:Si riporta qui di seguito il testo della lettera aperta indirizzata al Prof. Mauro Masi dagli enti, le associazioni e gli enti firmatari. Chi lo ritiene può manifestare la propria volontà di aderirvi con un post di risposta e l’indicazione del proprio nome, cognome (o nick) e, eventualmente, l’indicazione dell’affiliazione. Non serve sottolineare che chi ritenesse di manifestare dissenso rispetto al contenuto della comunicazione può procedere con analoghe modalità.
“ Citazione: Egregio Internet, 2 febbraio 2009 Prof. Mauro Masi Coordinatore del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Roma Egregio Professore, il mondo della cultura digitale italiana negli ultimi mesi ha assistito da spettatore all’istituzione prima e all’insediamento poi del comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale da Lei coordinato, apprendendo, peraltro, della Sua intenzione di concludere i lavori di tale Comitato entro sessanta giorni. La brevità di tale intervallo di tempo in relazione alla complessità delle questioni sottese alla regolamentazione della materia nella quale il Suo Comitato è chiamato ad elaborare proposte e soluzioni costituisce, come comprenderà, un elemento di grande preoccupazione per le associazioni di categoria, gli addetti ai lavori ed i consumatori ed utenti di contenuti culturali digitali. Infatti, come riteniamo Le sia noto, il tema della pirateria digitale e multimediale costituisce solo un aspetto – rectius una patologia – della più ampia materia relativa alla circolazione dei prodotti culturali in formato digitale, alla loro accessibilità per via telematica ed alla necessaria attività di promozione della creatività e, più in generale, dello sviluppo culturale del Paese cui Governo ed Istituzioni non possono sottrarsi. Una regolamentazione utile ed efficace di tale materia ha, a nostro avviso, per presupposti indefettibili, studi ed analisi – indipendenti e con metodo scientifico - circa le cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze dell’adozione di eventuali misure sanzionatorie e di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale anche in relazione all’Ordinamento europeo ed ai trattati e accordi internazionali cui il nostro Paese ha aderito. E’ a tutti evidente l’inidoneità dell’attuale quadro normativo – non solo in materia di diritto d’autore – a disciplinare il fenomeno della circolazione dei contenuti digitali in ambito telematico così come, di conseguenza, l’esigenza di procedere a delineare un contesto legislativo idoneo a tutelare i diritti e gli interessi dei creatori di opere dell’ingegno fruibili in formato digitale e, ad un tempo, quelli degli utenti e fruitori delle medesime opere che, peraltro, le nuove tecnologie abilitano a trasformarsi, essi stessi, in autori e creatori di ulteriori opere attraverso un virtuoso processo di moltiplicazione del patrimonio culturale globale. Tale situazione, tuttavia, non può e non deve spingere il Parlamento ed il Governo a commettere – come già accaduto in passato – l’errore di varare nuove misure antipirateria esclusivamente in una logica di emergenza e senza un’analisi preventiva basata sull’impatto della norma sullo sviluppo del mercato e, in generale, sulla società. Il contrasto alle diverse forme di illecita messa a disposizione di contenuti nelle reti digitali necessita di risposte equilibrate e basate anche sulla contestuale adozione di incentivi e misure di ampio spettro per favorire la creazione di un’offerta legale di contenuti digitali secondo modelli trasparenti e flessibili, offerta che rappresenta uno dei più efficaci strumenti per disincentivare l’accesso ai contenuti senza il consenso dei titolari dei diritti. In questa prospettiva soluzioni e principi enucleati nel disegno di legge pubblicato in Rete nei giorni scorsi ed attribuito alla SIAE - che ne ha, tuttavia, poi smentito la paternità - non risultano condivisibili ed appaiono insuscettibili di garantire in modo efficace lo sviluppo e la promozione della cultura digitale nel nostro Paese, risultando, al contrario, idonee ad ostacolarla. Alla luce di tali considerazioni, i firmatari della presente, Le chiedono: (a) di voler rappresentare al Governo l’esigenza di modificare tempi e modalità di lavoro del Comitato tecnico antipirateria trasformandolo in un tavolo aperto sul più generale tema della circolazione dei prodotti culturali digitali per via telematica; (b) di invitare a partecipare a tale tavolo, per l’intera durata dei lavori, i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori, il mondo dell’impresa, gli addetti ai lavori ed esperti della materia; (c) di commissionare ad enti ed istituti di ricerca super partes i citati studi sulle cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno della pirateria digitale e multimediale nonché sulle conseguenze che eventuali misure di enforcement potrebbero produrre sul terreno, ad esempio, della libertà di manifestazione del pensiero a mezzo Internet o, piuttosto, dell’esercizio, da parte dei cittadini, dei propri fondamentali diritti civili e politici per via telematica; (d) di coinvolgere nel processo di studio ed elaborazione di possibili soluzioni normative gli esperti che hanno sin qui presieduto il comitato permanente per il diritto d’autore nonché l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e quella Garante per la privacy ed il trattamento dei dati personali; (e) di pubblicare su piattaforma aperta tutti i documenti prodotti nel corso dei lavori del comitato, dando così opportuna trasparenza alla sua attività che concerne una materia di ampio interesse per cittadini ed imprese. E’ ferma convinzione dei firmatari della presente che, solo per questa via, il Governo, il Parlamento e le Istituzioni tutte possano dimostrare di avere effettivamente compreso che la Cultura – soprattutto nella Società dell’informazione – costituisce il più prezioso tra i beni comuni e che, pertanto, la sua promozione e la circolazione dei prodotti culturali costituiscono diritti insopprimibili dei cittadini. Distinti saluti,
Giorgio Sebastiano - Mauro Vergari - Adiconsum Paolo Nuti - AIIP Marco Pierani - Altroconsumo Michele Ficara Manganelli - Assodigitale Dino Bortolotto - Assoprovider Leonardo Chiariglione - Stefano Quintarelli - Dmin.it Enzo Mazza - FIMI Marco Pancini - Google Italia Stefano Trumpy - Isoc Italia Guido Scorza - Istituto per le politiche dell’innovazione Roberto Scano - IWA ITALY - International Webmasters Association Italia Juan Carlos de Martin -Centro NEXA su Internet & Società - Politecnico di Torino Pier Luigi Dal Pino - Microsoft Vittorio Bertola - NNSquad Italia ”. Enzo Mazza, FIMI da sempre in prima linea per restringere le libertà della rete. Più controlli, meno P2P, meno tutto perché prima vengono le vendite e poi il resto. Che ci fa tra i firmatari? Leonardo Chiariglione e Stefano Quintarelli di Dmin.it. Sono i tipi che hanno proposto, anche in passato, un forte orientamento verso materiale "allucchettato", ovvero zuppo di DRM e altre porcherie. Che ci fanno tra i firmatari? Pier Luigi Dal Pino della Microsoft... ora da che mondo è mondo tutti i prodotti M$ sono chiusi a livello software e hardware. La M$ ha tutta la convenienza affinchè la rete sia regolata in modo ferreo, così da impedire la diffusione di software che a loro non vanno (roba pirata in primis, ma anche concorrenza non "licenzata"). Che ci fa tra i firmatari? Ecco, non abboccate. Se vi ricordate bene anche in passato hanno tentato di farci firmare una petizione che invece di far bene alla rete restringeva i nostri diritti, poi smascherati proprio qui su P.I. http://punto-informatico...56613/PI/News/dminit...
Siamo al bis? La rete ha memoria come sempre i ricci voglio sempre piu soldi per loro e noi poveri dementi ci rimettiamo.... in breve essere onesti per chi ha scritto questa fesseria non gli frega. l'importante è che ci rimettiamo sempre noi... e quando tutti inizieranno a rinunciare all'adsl che farete??? ci avete pensato??? il freeware non esisterà più e sicuro come l'oro, le borse scenderanno ancora di piu. tanto l'italia è gia nella merda allora applichiamo le puttanate di sarkozi. applichiamo le regole dei ricchi e noi poveri internauti la prendiamo sempre nel culo come sempre
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axj ha scritto:Quella che lei chiama legge francese, è aggirabile tranquillamente leggendosi un manualetto. Se vi basta quello per stare tranquilli buon per voi, ma in pochi mesi tutti saprebbero come aggirare la cosa.
E scaricare, per quanto sia riconosciuto dalle legge in qualità di illecito, non è rubare, e solo una mente maliziosa può pensare che la trasmissione bit a bit di un file sia uguale ad un furto con destrezza.
E ricordiamoci inoltre che attualmente in italia il reato non è lo scaricare, ma il condividere (che però nei p2p diventa simmettrico).
Inoltre ricordo che "i corpi di polizia", non sono l'esercito della salvezza, e non lavorano a gratis, ergo hanno un costo. E bisognerebbe investire montagne di denaro pubblico per fare quello che chiedete (ovvero lo stato nazista che intercetta tutte le comunicazioni). Se poi pensate che riescano a monitorare il traffico di rete, con le poche risorse che hanno, direi che la vostra e ben oltre la pia illusione. Non ne beccherebbero neanche lo 0,1%. Preferirei che si concentrassero di più sulle numerosissime truffe digitali che sui ragazzini attaccati al p2p.
Quindi, per favore, prima di fare "proposte di legge", sarebbe bene che si parlasse di rete sapendo di cosa di parla, e non per sentito dire.
e' questo infatti il problema: le leggi dovrebbero essere rispettate e non aggirate in quanto sono poste a tutela dello stato e degli individui. il fatto che si ci vanti di essere furbi e' il limite e la precarieta' della rete.
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Citazione:Enzo Mazza, FIMI da sempre in prima linea per restringere le libertà della rete. Più controlli, meno P2P, meno tutto perché prima vengono le vendite e poi il resto. Che ci fa tra i firmatari?
Leonardo Chiariglione e Stefano Quintarelli di Dmin.it. Sono i tipi che hanno proposto, anche in passato, un forte orientamento verso materiale "allucchettato", ovvero zuppo di DRM e altre porcherie. Che ci fanno tra i firmatari?
Pier Luigi Dal Pino della Microsoft... ora da che mondo è mondo tutti i prodotti M$ sono chiusi a livello software e hardware. La M$ ha tutta la convenienza affinchè la rete sia regolata in modo ferreo, così da impedire la diffusione di software che a loro non vanno (roba pirata in primis, ma anche concorrenza non "licenzata"). Che ci fa tra i firmatari?
Ecco, non abboccate.
Se vi ricordate bene anche in passato hanno tentato di farci firmare una petizione che invece di far bene alla rete restringeva i nostri diritti, poi smascherati proprio qui su P.I.
http://punto-informatico...56613/PI/News/dminit...
Siamo al bis? La rete ha memoria Le richieste contenute nella lettera sono perfettamente condivisibili anche da noi Ass. Partito Pirata, anche se sappiamo benissimo che molti dei firmatari, non tutti per fortuna, sosterranno il contrario di quello che cercheremo di dimostrare noi, ma in democrazia queste sono le regole, sicuramente si dovrà mediare e vedremo se il mediato sarà accettabile da tutti, fondamentale è aprire un confronto, in questa ottica abbiamo aderito. A.G. Partito Pirata
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Iscritto: 1/27/2009 Messaggi: 555
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Edmond ha scritto:credo che la proposta francese sia ottima se ben realizzata naturalmente dovra' essere istituito un organo di polizia di rete ed al pari di qualsiasi altra investigazione seguira' le discipline previste per legge che garantisce i diritti del cittadino sotto il punto di vista giurisdizionale.
C'è già la polizia postale e la guardia di finanza. Pensa che ci siano i soldi o gli uomini per controllare 19 milioni di connessioni internet considerato che già siamo costretti ad utilizzare i militari nelle strade? Edmond ha scritto: diversa sarebbe la mia posizione se si prevedesse l'applicazione delle sanzioni previste attualmente dalla legge,allora si che sarebbero guai per molti. ma da qualche parte bisogna incominciare e la legge francese e' sicuramente il miglior punto di partenza. dalla sua applicaziona basta comportarsi in modo legale e non succedera' nulla.
Lei è ottimista, io meno.
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